
Hiroto
Appena apro gli occhi è la prima cosa che penso.
Il peso sullo stomaco che sento è la sua testolina.
Prima di addormentarsi,in questo periodo,ha la fissa che deve sentire il rumore che fa la mia pancia…proprio come fanno i bambini piccoli…
Ha tutte queste piccole fissazioni.
Ogni mese ne ha una nuova è come se tutto fosse nuovo ai suoi occhi.
Ha la passione per le cose nuove e vuole sempre provare emozioni differenti…
Non che mi dispiaccia,ovvio…anche perché da quando mi gironzola intorno sento la sua energia diffondersi intorno.
Stasera,come accade sempre più spesso,mi ha chiesto di ospitarlo a casa mia.
Lui vive ancora con i suoi genitori,essendo un mocciosetto e mi ha convinto con la scusa sempre buona del “ho litigato con mia madre e bla bla bla” ho ascoltato solo le prime due parole e gli ho dato subito l’okey,vuoi perché anch’io ho avuto la sua età e so cosa significa essere maggiorenni e avere i genitori pronti a volerti programmare la vita anche nei tuoi pochi giorni liberi,vuoi perché,anche se sono un solitario,mi piace averlo intorno,porta sempre tanta energia con se.
“perché non vai a vivere da solo Pon?”
Beh,alla fine non mi sembra una domanda illecita,quindi non guardarmi così…
“se i tuoi ti danno tutti questi problemi,sai…” cerco di spiegare meglio,a volte capita che nella mia testa un discorso è lineare mentre poi quando lo espongo…
“torakun…non saprei vivere da solo” con un sospiro depresso si abbatte,guardando verso la finestra che da su un altro condominio simile a quello dove abito io. nulla di particolare.
“ovviamente all’inizio è difficile un po’ per tutti,però poi ti abitui…e sei libero di fare quello che vuoi…è comodo,io non riuscirei a vivere con i miei,ancora una volta”.
Le mie parole più che aiutarlo sembrano abbacchiarlo sempre di più.
“non mi sopporti più,vero?” mi guarda con gli occhioni tristi,cercando di sorridere “per questo vuoi che mi trovi una casa?così non ho più la scusa per venire a dormire qui da te?”
Ora non so proprio che gli prende.
Fino a poco fa sembrava tutto perfetto.
“ma no dai,cosa ti salta in mente?io…cioè si…lo dicevo per te…così eri più tranquillo,tutto qua…anche se ci vediamo ogni giorno al lavoro non mi dispiace averti vicino!”
Piccola bugia a fin di bene,pur di fargli tornare il sorriso sincero di prima,chissà come mai,quando lo vedo giù non resisto,mi sento angosciato.
“uhmm…sarà…” mi guarda,ancora non convinto di quello che mi ha sentito dire,ma fa spalluccie
”Si,cercherò casa…alla fine è ora,no?”.
E così è cominciato tutto…si…
Io adoro Hiroto,sia chiaro,insieme ne abbiamo passate tante,momenti divertenti,ubriacature fantastiche e poi quando aveva la sua cotta per Shou…beh,all’epoca ero io il suo confidente.
Dopo quella sera non mi ha più chiesto di dormire a casa mia,come un piccolo animale,ha capito che,avendolo sempre intorno,non potevo fare alcune cose…un po mi dispiace,però la mia vita sessuale ne stava risentendo parecchio,vorrei essere così bravo e dai sentimenti puri da dire che l’amicizia è più importante di ogni cosa,però sono pur sempre un uomo e ho certe necessità…non potevo invitare nessuno…come sono stupido,pensare ad una cosa simile mentre un amico ha bisogno di una mano,vero?
Torakun.
Adesso che sono seduto nell’appartamento ancora vuoto di fronte casa sua mi viene in mente…e non perché basta che mi affacci dalla finestra per vedere la finestra del suo salotto…
Ho trovato casa alla fine,proprio come mi aveva consigliato lui,anche se avrei preferito rifugiarmi in casa sua quando volevo e si,volevo sempre più spesso…così tanto che alla fine lui si è stancato di avermi intorno,come dargli torto?eh?.
I mobili ancora non sono arrivati e le pareti vuote mi danno un senso di solitudine.
È Autunno e nel parchetto vicino questo condominio le foglie sono tutte cadute dagli alberi,vorrei che arrivasse la primavera,questo periodo non mi piace perché il grigio del cielo mi fa sentire triste…e vorrei dirlo a qualcuno,invece sono solo…forse per questo non mi andava di vivere da solo,perché ho sempre voglia di parlare…non che quando fossi con tora parlasse tanto lui,però almeno ci facevamo compagnia.
Ma ovviamente,non posso mica obbligarlo a stare con me…non posso obbligare nessuno…ecco,in questi momenti vorrei andare a cena con Nao e parlare,come facciamo di solito,ma lui in questo periodo è troppo “preso” da altro.
Vorrei anche io avere “impegni” come quelli suoi…beh,prima o poi…un passo dopo l’altro…
Ancora nessuno sa che mi sono trasferito qui,forse perché mi imbarazzo a farmi scoprire così vicino al mio amico,sembra che l’ho pedinato…e no,giuro che non l’ho fatto,è stata un occasione,trovare un appartamento vicino al suo,non è per la mia voglia di stare sempre con qualcuno.
…con quel qualcuno che mi fa sentire al sicuro…
Il problema è proprio questo,”quel” qualcuno ormai è il mio chiodo fisso.
Ho sempre avuto la tendenza ad innamorarmi delle persone sbagliate.
Ultimamente soprattutto,con il fatto di Shou…l’amore più impossibile della mia vita,ma è un sentimento che non si puo controllare,no?
Io lo controllerei volentieri,giuro…
Farei in modo di non disturbare nessuno che non voglia ma sembra che il mio sentimento se ne freghi di me anzi,cerchi sempre e in tutti i modi di mettermi in imbarazzo…
Mi piace Tora…
Mi fa sentire bene stare con lui
Mi fa calmare stare con lui,ho trovato un mio equilibrio,strano…stranissimo…
Mi piace da matti…da quando mi teneva tra le sue braccia mentre piangevo per l’ennesima buca di Shou…quando non c’era bisogno di chiedergli se potevo stare da lui perché era lui stesso a stendermi sul suo letto,facendomi addormentare cullato dal suo respiro.
È da allora che penso a come sarebbe se…come sarebbe bello se mi stringesse ancora in quel modo,se ci svegliassimo la mattina insieme…
Basta solo il pensiero per mandarmi il cuore in tilt,batte così forte che vuole uscirmi dalla gola.
Ma in un momento quest’emozione si trasforma in un nodo perché so,e lo ripeto così tante volte che mi farà male,che lui non prova le stesse cose e non succederà mai,proprio come tutte le altre volte.
“Sagakun…puoi presentarmi qualche tuo amico?”
Come risposta il mio amico mi sputacchia il the verde in faccia. Sorpreso forse dalla richiesta?
“e perché vorresti conoscere qualche mio vecchio amico?”
D’avanti il bancone del bar dentro lo studio di registrazione della pscompany ci siamo solo noi due.
Torturo con le dita una ciambellina glassata,la stessa che ha preso lui da portare via,per Nao che sta registrando la sua parte della nuova canzone.
“perché voglio conoscere qualcuno…” faccio spalluccie,innocentemente.
Cosa che OVVIAMENTE fa accendere i suoi radar “antibugia”.
Non sembra ma Saga è veramente una brava persona,che capisce quando qualcosa non va.
Di solito non mi confido mai tanto con lui perché lui è perso in un mondo a parte,ma va beh…in questo caso si fa un’eccezione.
“…qualcuno da una botta e via?” chiede macchiandosi le labbra di schiuma di cappuccino
In realtà la fama di Saga prima di stare con Nao era tanto diversa da quella che ha ora…prima era una testa calda?no,non si puo considerare così…diciamo che era molto più libertino e promiscuo…già…e i suoi amici anche,vorrei conosce qualcuno così…tanto per scaricarmi un po’ e non pensare a “lui”,tanto per non avere la voglia di affacciarmi ogni cinque minuti dalla finestra,sperando di intravederlo.
“…Sagakun…” abbasso la testa “una cosa del genere” alla fine non c’è bisogno di mentire,anche perché in quanto a depravazione siamo allo stesso livello…
“vedremo che posso fare…uno come Tora va bene??” ridacchia quando vede il mio volto cambiare,diventare rosso?si…rossissimo,lo sento.
Ha colpito in pieno,possibile che anche gli altri se ne siano accorti??o forse solo Saga??
No…se lo sa Saga lo sa anche Nao visto che ormai sono un tutt’uno...
“non so di che parli…però si,cioè…vedi quello che trovi…” sono così in ansia che mi tremano le mani,non riesco neanche a prendere la tazza senza far versare un po di caffè sul bancone pulitissimo.
Il bassista dal canto suo si limita a sorridere e prendere il grosso bicchiere di carta bianco con un tappo di plastica contenente il cappuccino per il nostro batterista,il tutto accompagnato dalla ciambellina glassata,tanto per fargli riprendere un po’ le forse dopo la fatica.
“beh,se non ci metti più impegno per mascherare quello che provi è ovvio che tutti si accorgano,sai?” mi sussurra vicino l’orecchio.
“beh,tutti tranne il diretto interessato,non trovi?”.
Annuisce lievemente,dopo aver portato gli occhi all’insù.
“ma forse è un bene Hiropon,no?”
E non so se fa più male sentirselo dire da qualcun altro che non hai possibilità con la persona che ti piace…però fa male ecco,anche se me lo ripetevo sempre.
“si…è meglio…per questo volevo conoscere qualcun altro…” faccio l’indifferente,guardando la porta dell’ascensore che si apre e fa uscire Tora e Shou,mentre chiacchierano.
Anche saga guarda loro due avvicinarsi al bancone dove ci sono anche io.
“beh,ti faccio sapere qualcosa entro stasera,okay?bye”
E pian piano sparisce dove gli altri sono apparsi.
Trattengo il respiro,vergognato a morte per l’essere stato scoperto in una cosa tanto intima,non che volessi tenerla nascosta eh…però…
Intanto gli altri due vengono verso di me,sorridendo e si siedono per prendere qualcosa per farli riprendere.
Shou è in mezzo a noi,con una mossa felina Tora lo ha fatto cambiare di posto,portandosi all’opposto rispetto a me.
Forse era un gesto fatto con gentilezza?eppure in questo periodo sembra che mi stia evitando.
“Hirochan allora?quando ci inviti per inaugurare la casa nuova?”
Chiede il cantante con la sua voce così calda che tempo fa mi avrebbe sciolto completamente.
“eh?hiropon hai finalmente deciso di vivere solo?non lo sapevo…” chiede con un sorrisino curioso il mio chitarrista…mio…
“beh si,alla fine si…però ancora è un chaos…i mobili sono arrivati in ritardo e non è un granchè”.
Vorrei scappare,adesso,in questo preciso istante si…
“perché Torakun,non lo sapevi?”
Sono in questi momenti che vorrei tappare la bocca del mio amico,si…anche se,dagli occhi innocenti che ha capisco che non lo sta facendo apposta,è troppo dolce per fare una cosa simile “strano,siete così legati ultimamente che credevo tu lo sapessi già…”.
Tora mi guarda come a rimproverarmi e poi distoglie lo sguardo,fissando la bottiglia di latte di fronte a lui,gli capita spesso di avere questo sguardo,sarà perso nei suoi pensieri.
“no,non ne sapevo niente...evidentemente non sono degno della sua fiducia,no shou?”.
…piano piano mi sento morire…
Cambia casa…
Non che non possa farlo eh,anzi,sono stato io a consigliargli questo gesto però mi aspettavo che venisse da me,con la sua aria allegra a dirmelo.
Dirlo soprattutto prima a me e poi agli altri,ero io il suo amico,no?
Anche gli altri si,vero,però noi eravamo più legati,invece ha scelto Shou come suo confidente,non è giusto,non dopo che ha sofferto tanto per lui…
Non vorrei che ci stia ricascando…
No perché questa volta può scordarselo,ma io non lo consolo più come facevo qualche mese fa,non gli faccio da balia e non perdo tempo dietro i suoi piagnistei stringendolo la notte e dicendogli parole dolci…no…no…e invece si che lo farei,perché ho la forza di volontà di un’ameba.
Però ci sono rimasto male. Forse troppo.
Tradito nell’orgoglio di amico.
Non dovrei prendermela per queste cose,come fanno i mocciosi,eppure è così,non riesco a farne a meno.
Chiamo il nostro manager per farmi dare il suo indirizzo di casa,perdendomi a chiacchierare con lei mentre sono per strada,in macchina.
Resto di stucco sapendo dov’è…neanche a farlo apposta è vicino casa mia,si…quando apprendo questa cosa mi viene un brivido lungo la schiena.
t-r-o-p-p-o-v-i-c-i-n-o.
non riesco a capire cos’è questo sentimento,paura di averlo vicino,felicità così posso tenerlo sott’occhio quando fa qualcosa di sbagliato o sta male,terrore che possa venire quando sto con Akiya…
e in un attimo non so più se andare a parlargli come pensavo prima o meno.
Chiudo il telefono dopo dei brevi saluti e desisto dalla mia idea principale.
Torno a casa.
Mia.
Parcheggio l’auto nel posto riservato,alzando lo sguardo verso il palazzo di fronte al mio.
“lì dentro c’è hiroto” mi trovo a pensare,pochi secondi prima che le scale per arrivare al mio piano mi portino a destinazione.
In realtà non so neanche che mi prende,è una persona che adoro quindi perché tutta questa agitazione?
L’unica soluzione è che sto diventando pazzo,già…pazzo.
Però non riesco a stare fermo,mi faccio una doccia ed esco di casa,vado ovunque pur di non stare così male…prendo il cellulare e chiamo Akiya,per avere conforto da lui…
Seduto sul tavolino basso proprio al centro del mio monolocale nuovo guardo la posta elettronica nel portatile che si surriscalda appena lo accendo,riscaldando anche le mie mani gelide.
Oggi è passato in un modo o nell’altro.
Apro una mail di Nao,come al solito mi avrà mandato qualche foto di modellini di gundam o una doujinshi,video divertenti o cose simili…lo fa sempre e mi tira su di morale.
Invece questa volta rimango deluso…
Nella pagina completamente bianca c’è solo un numero di telefono con nome annesso e subito dopo un ps con scritto “questo è quello che mi avevi chiesto oggi al bar,lui è tanto felice di uscire con te…non è proprio come tora però…divertiti<3 “ firmato da Sagandam.
E spero tanto non sia il tamagochi di Nao…
Faccio un sospiro,segnandomi il numero direttamente sul cellulare e rispondendo con un semplice “grazie cometa rossa”. Parlando in codice nerd.
Mi sporgo verso il divano,per prendere il plaid a stelle che mi ha regalato mio fratello per la casa nuova e mi copro le spalle,infreddolite.
Indeciso se chiamare o meno quel numero sul display.
Poi guardo fuori e vedo la persona che più desidero con il giubbotto scuro che lo fa sembrare ancora più bello,salire in macchina e partire a tutta velocità e mi viene voglia,tanta…
Notando i suoi spostamenti capisco perché non amava avermi tra i piedi,sembra che ci sia qualcuno nella sua vita,che lo vada a trovare spesso e io gli ero solo d’impiccio…
E dire che non me n’ero mai accorto,che stupido.
Poi parlo per Tora,dicendo che è tonto…sarà una malattia che contagia?
Senza accorgermene schiaccio il pulsante verde del mio cellulare,facendo ondeggiare appena i piccoli oggettini appesi.
Parlo senza pensarci due volte,prendendo un appuntamento con lui,per la sera stessa.
Per dimostrare che si,sono una persona “innocente” ho accettato di andare direttamente a casa sua,visto che non è una bella idea farci vedere insieme per locali.
Stasera…stasera…
Ieri sono stato tutto il giorno fuori,tutta la notte anzi,mi correggo.
Adesso sto meglio,forse l’ansia mi sale quando non mi sfogo da troppo tempo.
Sinceramente,ora che ho più tempo per dedicarmi ai “vizi” più divertenti trovo sempre meno la forza di alzarmi e farlo…
Sono un uomo sulla soglia della vecchiaia allora?eh?
Oggi non mi creo problemi,ho l’aura da persona soddisfatta intorno e il caffè che sto bevendo seduto su questa poltrona nella sala dove ci riuniamo prima di iniziare ogni progetto è la cosa più buona del mondo,ma soprattutto serve per svegliarmi.
Saga si viene a sedere vicino a me,sogghignando felice.
“sembri una persona migliore oggi,vuoi forse dirmi che…”
Le sue allusioni non sono mai troppo velate anzi,accavalla le gambe,portandosi la tazza di cappuccino alle labbra,guardandomi fisso si,vuole altri particolari,è curioso.
….e mi fa paura quand’è così….
“beh…direi…è così ovvio??” ci scherzo su,ridacchiando di gusto. “si…ieri ho avuto un piacevole incontro,tutto qui…”. Ammetto un po restio.
“bravo…stai diventando anche tu un vero uomo…” mi palpa il muscolo del braccio,ridendo “e dimmi,per caso non è uno scricciolino dai capelli castani,vero?”
Cado dalle nuvole,stavolta non so dove voglia arrivare.
“sai…sai di me e…??” chiedo sconvolto.
“ah…c’è già un voi?e dire che mi aveva chiesto il numero di un mio amico per…ma meglio così…” fa un sorriso da orecchio a orecchio.
“Akiya ti ha chiesto il numero di un altro?” sgrano gli occhi,queste notizie ad inizio giornata non fanno bene,per nulla…e dire che sembrava un ragazzo così dolce.
“akiya?” risponde semplicemente,poi sembra collegare tutto “ah…te la fai con lui?”
Annuisce,aggiungendo un po di zucchero nel suo calderone bollente “non lo sapevamo…tsk tsk…” e dopo un sospiro continua a parlare “non parlavo di lui,ma di un altro…ma se è così,immagino che non ci sia nulla in cui sperare…povero piccolo”.
Ho perso almeno metà dei miei anni…e metà del discorso di Saga perché non so qual è il filo logico che collega tutti i suoi discorsi mentali.
“povero piccolo chi?? E poi io…saga…non dirlo a nessuno,quello che hai scoperto” supplico con la voce ferma,so che quel ragazzo ha la bocca come un porto di mare…
A detta anche dei suoi ex…ma questo è un altro discorso,non dovrei divagare.
“non dire a nessuno cosa?” una voce fin troppo familiare risuona alle nostre spalle,uno scoiattolo dai capelli sconvolti e dalle occhiaie più profonde delle mie ci raggiunge.
“tora mi diceva che…”
“niente…” blocco la linguaccia lunga di Saga,che mi guarda divertito per un attimo.
“tora mi diceva che ha imparato a fare l’imitazione di XXX” continua saga,divertito al massimo,maledetto,mi ha fatto perdere altri anni di vita.
Che poi sinceramente non so neanche del perché non voglio dirglielo a nessuno,il fatto che sto con una persona…
“wow…poi me la fai vedere torakun?” mi chiede il nanetto,con gli occhi da bambino mentre si siede sulla poltrona e scatta per qualche secondo in avanti,come se ci fosse qualcosa di appuntito sopra il cuscino.
Saga scoppia a ridere,dandogli una pacca sulla spalla.
“va tutto bene Pon?non ti ha consumato troppo Toshio,vero?”
Qualcosa attrae morbosamente la mia attenzione,il racconto di qualcosa che non so e che penso di aver dovuto sapere il prima possibile.
“ah si…cioè…è tutto okay,no?” diventa rossissimo,di solito si sarebbe buttato a capofitto nel racconto superdettagliato della sua serata con questo mister x che conosce evidentemente anche saga.
Li guardo parlare per un po’ ,perdendomi a cercare nella mia testa chi potrebbe essere questo Toshio che conosce anche saga…
“ti piace?ho scelto la persona più affidabile per il piccolo di casa nostra…” gli tira la guancia,tanto per fare incavolare hiroto come una iena,infatti la sua reazione non tarda a manifestarsi,come tutti i mocciosi si surriscalda subito e per le sciocchezze.
“non sono un bambino,tsk…maledetto…maledetto”
“nasone” suggerisco io. candido e innocente come il diavolo dietro un altare.
Saga come tutta risposta mi punta l’indice contro,sibilando un “attento” poco rassicurante.
Odio quando mi tengono in pugno,sigh.
Tra loro la conversazione va avanti,subito dopo questo scambio di battibecchi.
Adesso so che questo tizio è un vecchi amico di saga,quindi poco raccomandabile,quindi non starà molto con hiroto,quindi ancora entro poco tempo me lo ritroverò dietro la porta a piangere perché ha il cuore spezzato.
“…va tutto bene?oltre la casa nuova risulta che hai anche un ragazzo…tsk”. Forse il mio intervento,dopo tanto silenzio,risulta come una scena di gelosia,visto che sul viso del biondo di fronte a me fa capolino un sorriso malizioso.
Mentre il primo chitarrista fissa il suo caffè con insistenza,come a volersi perdere dentro quella macchia scura.
“mi ha chiesto il numero di un mio amico perché vuole dimenticare uno zuccone” arriva in nostro soccorso Nao,con in mano una busta della bandai con dentro il solito modellino da montare,infatti prima che ce ne accorgessimo del tutto era già bello che sistemato intorno al tavolo con noi a portare la malizia che mancava…tsk.
“…ancora Shou?” chiedo incredulo e scocciato.
“seh…” risponde Nao,oggi impiccione,ma quando si tratta di pon diventa iperprotettivo.
“uhmm devi fare qualcosa hirochan,non puoi mica pensare sempre a lui,dovresti fartene una ragione…non capisco perché ti innamori sempre delle persone sbagliate.” io mi preoccupo veramente,quel ragazzo a volte è così cocciuto e così passionale…non vorrei che facesse cose azzardate. Come tutta risposta mi guarda con gli occhioni enormi e lacrimosi,mettendo il broncio che mi fa sciogliere…sciogliere.
“non posso farci niente…uffa!” liquida così quel discorso che ormai gli era diventato scomodo e noi tutti,pur di non farlo scoppiare a piangere come succede di solito quando lo pressiamo troppo acconsentiamo a cambiare oggetto delle nostre chiacchiere prima di buttarci a capofitto sul lavoro.
Prendo a pugni il cuscino più duro che ho a casa.
A poco serve,visto che sono ancora pieno di energie...
Picchio così forte che le nocche delle mia mano sono bianche per lo sforzo.
Quanto odio le persone tonte che non capiscono niente.
Quanto odio dover ammettere che anche questa volta ho sbagliato ad innamorarmi.
Quanto odio dovermi sforzare pur di non affacciarmi alla finestra per vederlo.
Ho anche cancellato il suo numero di telefono dalla memoria del mio cellulare…un altro pugno nel cuscino…ma tanto l’ho chiamato così tante volte che ormai lo so a memoria,è solo uno stupido metodo per illudermi di poterlo dimenticare,nonostante lo veda tutti i giorni,per tutto l’anno.
Fuori il tempo è grigio,al meteo stanno annunciando proprio in questo momento che ci sarà un temporale entro la sera,infatti dei grossi nuvolosi neri si stanno ammucchiando nel cielo,preparandosi per il grande spettacolo di colori e suoni.
Un altro pugno sul cuscino senza federa che si scuce da un lato e fa uscire una nuvola candida di piume d’oca.
Proprio come quando nei cartoni animati un uccellino finisce dentro il reattore di un aereo e viene spiumato del tutto,si…e detto così sembra divertente,infatti-senza accorgermi di quello che faccio-mi butto sopra questo letto insolito e mi rotolo dentro,facendomi attaccare tutte le piume possibili addosso,sentendomi come un angioletto…anche se non lo sono e no,non vorrei esserlo.
Steso sul lettone,guardando il soffitto bianco sopra di me sento una cappa avvolgermi il petto,chiudo gli occhi cercando un modo per rilassarmi,ma la pioggia ha iniziato a battere sopra i vetri della mia finestra,istigandomi al pianto,che non tarda ad arrivare.
E adesso,steso di fianco abbraccio il cuscino,immaginando che fosse una persona pronta a consolarmi perché no,questa volta non voglio infastidire nessuno con i miei piagnistei da persona rifiutata. Stavolta voglio affrontarlo da solo questo sentimento.
Tanto so come uscirne…l’ho fatto molte altre volte.
Un tuono mi sveglia,sgrano gli occhi nel buio della camera.
Quando mi sono addormentato fuori c’era ancora luce. Devo aver pianto così tanto da farmi entrare in stato d’incoscienza pff…
In realtà non ci trovo nulla da ridere,io odio i temporali.
Ma cosa più importante odio il buio,mi mette paura.
Mi alzo a sedere,sporgendomi subito dopo verso il comodino per trovare la lampada e accenderla.
Una luce abbastanza fioca mi perfora le pupille,quando la guardo.
Come prima azione incondizionata mi giro a guardare se tutto nella camera è al suo posto,se c’è qualche intruso soprattutto…ho sempre questo terrore,non posso farci niente.
In questi momenti penso di essere veramente un bambino come dicono tutti,perché l’ansia mi cresce dentro,aumentando i miei battiti cardiaci.
Un altro fulmine squarcia in due il cielo buio,illuminando il piccolo parco qui vicino e rendendo l’atmosfera più spaventosa ancora…no,l’aver visto cosa c’è fuori,anche se non è niente di spaventoso,non mi piace per nulla,anzi,peggiora solamente la situazione.
Porto le ginocchia sul petto,respirando velocemente e ricacciando le lacrime indietro,perché no,non è giusto che a 22 anni si debba piangere per queste stupidate.
Però mi fa paura…
Più paura del restare solo
.
E ora,se ci penso,sono solo e c’è il temporale…e piango.
Non mi resta altro da fare,alla fine non c’è nessuno che possa biasimarmi,no?o giudicarmi in questo momento.
Il rumore della pioggia,che cade violenta sull’asfalto ancora tiepido per la giornata di sole appena trascorsa fa tanto rumore,riempiendo le mie orecchie,non facendomi sentire neanche il rumore dei miei singhiozzi,che sono sicuro,riempiranno la camera,se non l’appartamento intero.
Sono un bambino.
Chiamo la prima persona a cui penso nei momenti di crisi e non solo…nel bel mezzo di una crisi di panico e di pianto isterico,perché nessuno lo sa,ma ho anche paura dei mostri sotto il letto.
“Shin…Shinji.…sigh…ti…ti prego…ho paura…sigh…c’è buio…la pioggia…sigh…ti prego…posso…posso venire da te??”
Non gli do neanche il tempo di rispondere al telefono credo,perché la mia richiesta è così urgente ed egoista?
Perché non riesco mai a contenermi quando c’è di mezzo lui o quando so che potrei avere una scusa per vederlo??
Anche se questa volta non è proprio una scusa,ma qualcosa di vero.
Stringo le dita sul petto,facendomi un graffio per contenere la paura e farmi capire che non è tutto un sogno come credevo.
“aspetta…vengo io a casa tua”.
Dopo un attimo di silenzio sento solo questo,detto in modo preoccupato,da bravo paparino qual è per me,secondo lui.
E mentre ancora piango al telefono,parlando di cose senza senso pur di non sentirmi solo,spero che la strada che ci separa sia più breve di quello che è in realtà.
Chiudo la conversazione al telefono con il piccolo Pon.
Alzandomi dal letto ancora sfatto e guardando nel buio,per regolarmi mentalmente dove ho potuto mettere i pantaloni ieri notte
Qualcuno vicino a me si lamenta nel sonno,allora decido di girarmi,dandogli un bacio in fronte e dicendogli che devo scappare perché è un urgenza.
“torasan,perché vai via?di che si tratta?”
Il mio ragazzo ha una voce ancora più dolce quando è appena sveglio. Mi piace sentirla
“Hiroto,mi ha chiamato in lacrime…”
Per me è già un buon motivo per correre da lui. Anche senza sapere cos’è successo.
“ma come?mi lasci così?e poi perché corri da lui ogni volta che ti chiama?” mette il broncio,anche se non riesco a vederlo perché gli do le spalle e la camera è avvolta nel buio.
“beh…è il mio amico…e poi è piccolo…!” salto per infilarmi meglio i pantaloni,e cerco con la mano la felpa con la zip e il cappuccio,per non bagnarmi i capelli fuori “…e mi ha chiamato per nome,quando mi chiama per nome la cosa è seria…” ormai lo conosco benissimo.
“uhmpuff!” sento il tonfo del corpo che cade di nuovo tra le coperte,rassegnato. “lo stai viziando troppo,secondo me…” e abbraccia il cuscino.
Si è vero,lo vizio,ma non riuscirei comunque a stare in casa sapendo che piangeva in quel modo disperato…
Correvo incontro a lui anche quando viveva dall’altro lato di Tokyo del resto…perché dovrei limitarmi adesso che vive di fronte a me?
“beh,mi farò perdonare quando torno a casa,okay?” gli do l’ultimo bacio prima di prendere il cellulare e correre per le scale,cercando di recuperare il tempo perso nel vestirmi
Piangeva.
E io non riesco a resistere alle sue lacrime.
Senza pensarci due volte mi attacco al campanello di casa sua,come per svegliarlo.
Ma il campanello non funziona,chiaro sintomo che è mancata la luce.
Immagino in che stato possa essere adesso hiro,terrorizzato com’è dal buio
Inizio a bussare con il pugno sulla porta,come a volerla abbattere,per farmi sentire da lui che sicuramente avrà le orecchie tappate per non sentire il temporale fuori.
Poco dopo mi apre una figura nera e piccola,avvolta in un accappatoio ormai asciutto e dai capelli vagamente umidi.
Entro qualche secondo quella piccola figura è stretta tra le mie braccia,singhiozzandomi addosso
“shinji…sigh…”
“shh…adesso ci sono io con te,no?non preoccuparti” tra le mie braccia trema come un pulcino bagnato. Tenerissimo.
Provo a farlo camminare verso il divano,ma,dopo aver sentito un tuono,le sue gambe erano così rigide da impedirgli ogni movimento
“hiro,hai così tanta paura?”
E poi fa l’uomo maturo,pff…un sorriso vittorioso non può toglierlo nessuno dalle mia lebbra
Lui per tutta risposta annuisce,affondando il viso sul mio petto e respirando a fondo,sembra calmarsi.
Per fortuna…
il profumo di Tora
Basta sentire questo e il calore del suo corpo per calmarmi,ha la stessa valenza della magia nera che vedo in tutti quei film americani
La stessa potenza a cui mi abbandono ogni volta che è così vicino,ogni volta che si preoccupa così tanto per me,tanto da abbracciarmi.
“sei un moccioso,sai?”
Mi dice così e si,questa volta non riesco a dargli torto,perché ha ragione.
Ragione in tutti i campi,ragione sempre e comunque…
Annuisco,aggiungendo un “si,sono un moccioso…però non mi lasciare solo…ti prego”.
Come risposta mi sento sollevare verso l’alto,da quelle due braccia.
Mi sento così bene quando mi trovo in quell’abbraccio.
Mi accoccolo su di lui,posandogli le labbra sul collo,dicendogli grazie ad ogni passo.
Non è solo perché è così gentile con me che lo amo…anche quando mi da i coppini o è tonto nei miei riguardi,facendomi soffrire,mi piace.
Le mie spalle si posano sul letto sfatto e pieno di piume,nel buio della camera vedo la sagoma nera del suo corpo piegarsi sul mio,facendomi sognare…si…
“Shinjisan…”
Allungo una mano verso il suo viso,sfiorandolo piano come se potesse rompersi.
Si lascia fare di tutto
La pelle del suo viso,le sue labbra così morbide…sogno quelle cose quando pian piano gli sfioro le parti e dentro la mia mente diventano così vivide e piene
La pelle del suo collo che viene accarezzata dai capelli lisci e neri…lo sterno sporgente e le spalle larghe da uomo…sto male eppure non dovrei pensare a lui in quel senso subito dopo una crisi di panico,no?
Eppure…eppure mi fa effetto anche questo
Hiroto è steso sotto di me.
Con l’accappatoio mezzo aperto a mostrare il suo petto e le spalle modellate a pennello.
Con le mani mi accarezza,come un cieco che cerca di ricostruire il volto della persona che ha di fronte solamente toccandolo.
Il piccolo Pon,così tanto carino mentre socchiude le labbra…è innocente Shou?davvero?come puoi dirlo??forse perché non conosci questo lato…non ci hai neanche provato a conoscerlo…
Mi ridesto,perché le cose che sto pensando non si addicono ad un amico.
“Hicchan…ma sei ancora mezzo nudo?”
Cerco di cambiare discorso,lui nel frattempo smette di tremare,abbassando la testa come per controllarsi.
“scu-scusa…mi sono addormentato così e quando mi sono svegliato fuori pioveva e…e non…ci sono riuscito…”
Abbassa la testa,sedendosi sulle ginocchia e con una mano si tiene fermo l’accappatoio.
È tenero…tanto
Ad un tratto si accende la piccola luce sopra il comodino,illuminando tutto.
“hai visto?è tornata anche la luce…sei fortunato.”
“si,quando ci sei tu mi va sempre tutto bene” sospira,facendo un sorriso lieve e timido.
Hiroto,timido…qualcosa di strano è accaduto.
E non riesco neanche ad aggiungere qualcosa di sensato alle sue parole,perché ad un tratto mi sembra di capire le piccole sfumature dell’amicizia che prova per me.
“io…beh,ti prendo i vestiti,così rischi di prendere un malanno”.
Mi avvio verso il suo armadio,aprendolo e scegliendo qualcosa che somiglia ad un pigiama con le lune e le stelle,pff è un moccioso,a trecentosessanta gradi.
Mi giro per dargli gli abiti che profumano di fiori e lo trovo nudo,seduto sul letto che tende le mani verso di me,con l’espressione dolce e gli occhi ancora pieni di lacrime.
“ah…”non è la prima volta che lo vedo nudo,è capitato altre volte in tour quando dividevamo la stessa camera.
Ma oggi è diverso…l’atmosfera è diversa,anche il suo corpo mi sembra più…più…
“Shinjikun…mi passi i vestiti?sento freddo”
E mentre si abbraccia le spalle per riscaldarsi da solo sento qualcosa montare dentro di me.
Lui è di fronte a me.
Bella novità,come al solito è corso quando l’ho chiamato…come faccio a non montarmi la testa se fa così??
In un modo o nell’altro però non devo sentirmi speciale per lui,perché anche adesso,che mi mostro nudo d’avanti ai suoi occhi non ha nessuna reazione.
Sono così insignificante?eppure eri il primo a dirmi,qualche tempo fa,che il mio sguardo era languido nelle foto.
Eri il primo a dirmi che ispiravo non solo coccole in un uomo.
Eri il primo…a trattarmi così bene.
Si inginocchia d’avanti a me,sul lettone,mettendomi due dita sotto il mento per farmi alzare la testa.
Come vorrei che mi baciasse…lo desidero proprio tanto,così tanto che chiudo i miei occhi,come per dargli il via libera…che non coglie ovviamente.
Anche questa volta il mio desiderio di essere baciato da lui non viene realizzato.
In cambio però,un suo dito,pressa leggermente sopra un piccolo marchio reduce della serata di ieri sera.
Il succhiotto violaceo subito sotto l’orecchio.
“e questo??non dovresti farti lasciare dei segni,sai?poi si lamentano in agenzia”.
Premuroso come al solito eh?sospiro,rassegnato.
“e tu?ti fai lasciare i segni addosso?”
Elude come al solito le domande,ridacchiando e prendendomi le braccia,per infilargli la manica del pigiama.
Mi lascio muovere come meglio crede,potrei fare di tutto se solo me lo permettesse,potrei essere la sua bambolina e non m’importerebbe dell’amore,se lo prova o meno…la cosa importante è dargli il mio affetto…
Gli prendo la mano,mentre allaccia i bottoni,baciandola.
Neanche così capisci che voglio le tue attenzioni,Torakun?
Le labbra umide sul palmo della mano.
Non ricordavo di avere anche questa zona erogena nel corpo.
“che fai?” gli chiudo le labbra con la mano che sta baciando,per fermarlo e cercare di fermare la corsa del mio cuore.
“ti dispiace tocchan?” fa un sospiro,come se fosse stanco per poi scusarsi e aggrapparsi di nuovo alle mie spalle,posando la fronte sul mio petto.
“hiro…se non ti vesti prenderai freddo”
“allora riscaldami tu…”
Lo farei,il problema è questo…non potrei farlo ma in questo momento vorrei tantissimo stringerlo a me.
Bamboccio,cosa mi fai pensare?
“stringimi forte tocchan…per favore” e mentre mi rendo conto che lo spessore del suo corpo è così sottile,le mie labbra sono già legate alle sue.
La prima cosa che penso è che…è dolce.
Non so perché ma lo immaginavo passionale e violento,invece…invece è così dolce e docile,tra le mie braccia si muove con leggerezza forse per non rompere la magia?
Un aroma di sigaretta si espande nella mia bocca.
Un aroma diverso dal mio,di sigarette pesanti e un retrogusto dolce. Non saprei spiegare bene a parole,però…però so che non ho mai baciato delle labbra più belle di queste.
No,non faccio finire questo piccolo sogno che mi è successo.
No,non lo faccio parlare,perché so che finirebbe tutto prima di iniziare,prima di spingere tutto questo in un qualcosa di più…
Ma lui non sembra intenzionato a spingermi via,lontano,perché mentre ancora il mio corpo è immobile nella posizione di prima,sentivo le sue mani vagare sulla mia schiena nuda.
Scendere lentamente e gustandosi ogni centimetro,in realtà è un modo come un altro per scaldarmi vero?
Perché in questa camera c’è tanto freddo,vuoi proteggermi da questo gelo??
Non devo sentire l’urgenza che metti nel baciare la mia pelle,nel regalarmi questa scia di segnetti appena arrossati e umidi?
Non riesco a capire,perché da quando ti ho baciato ho sconnesso la ragione,abbandonandomi in quel turbinio di piacere che ho sempre desiderato.
Per una notte…anche per una sola notte…non smettere di regalarmi queste emozioni.
Ti prego.
Ed è come se le mie preghiere fossero arrivate dritte dritte nella sua testa perché,nel convulso tentativo di mettergli una mano sotto la maglia,vedo che i suoi movimenti si fanno più lenti e si stacca da me,giusto il tempo per togliersi l’inutile indumento.
“torakun…” lo fisso per qualche secondo,incredulo e felice,allungando una mano per toccare il suo petto.
Liscio.
E la sua mano si poggia sopra la mia,per bloccare il suo vagabondaggio.
“chiamami shinji…mi piace quando lo dici in modo così dolce…”
Shinji...ti chiamerò sempre così se vorrai…
“shinji…”
Il mio nome…lo ripete con un ritmo così calzante,mentre si sdraia sul letto,di nuovo.
Mentre da in pasto ai miei occhi il suo corpo. Innocente,come no.
Innocente…in effetti lo è,a modo suo…perchè i suoi occhi non sono maliziosi.
E mi sento un depravato a provare questa spinta così forte,questo desiderio di possederlo che non mi fa ragionare in un momento simile.
Prenderlo per farci qualsiasi cosa…è questo che voglio…prendere qualcosa che avrei desiderato tempo fa…prendere qualcosa che mi appartiene.
Non so perché ma credo che sia così.
Mentre la sua schiena si inarca verso di me,quando i miei denti lasciano una scia rossiccia sulla sua pelle,geme…
Bravo tora,sa farlo anche lui,sai?di cosa ti stupisci??
Di niente ovvio…però…però…non credevo potesse farlo anche con me. Anche in questa situazione.
…
Non è da me…eppure…perché non lasciarsi andare?
A volte è meglio tacere le ragioni della mente per dedicarsi a qualcosa di più istintivo.
Qualcosa di primordiale che ci fa sentire vivi…qualcosa di così schifosamente attraente dall’annebbiarmi la vista e i modi gentili.
Le mie urla riempiono,per un lasso di tempo brevissimo,la camera da letto in cui ci troviamo.
Ho perso un piccolo passaggio.
Ho perso la possibilità di fare tutte quelle piccole cose che fanno due amanti prima di…
È dentro di me…spezzando il mio respiro
È dentro di me…dovrebbe bastarmi questo per rendermi felice,no?l’ho sempre desiderato…eppure…eppure dentro il mio cuore speravo che la nostra prima volta insieme fosse per amore,amore vero…
Speravo che fosse dettata dalla dolcezza che ti contraddistingue.
Mentre di questo Shinji ho quasi paura…quasi.
In realtà non riesco ad avere timore di lui…lui è…è troppo importante per me. Vorrei farglielo capire. Vorrei…
Le mie mani stringono la sua schiena ampia,spingendolo di più verso di me,perché voglio sentirlo in tutto il corpo.
Voglio sentire bene i suoi movimenti decisi,il suo respiro roco nell’orecchio.
Sentire il suono della tua voce mentre mi sussurri cose dolci o maliziose.
Come baci…come stringi…come ami le persone con cui fai l’amore.
Voglio sapere tutto di te,così non posso più sfuggire al sentimento che provo.
Le dita di hiroto sulla mia schiena disegnano ghirigori rossi,penso che su alcuni coli anche un po di sangue perché ho la sensazione che qualcosa scivoli fino ai miei fianchi.
Il calore,non è solo questo che sento…mentre il piccolo scricciolo sotto di me si muove e mi regala dei gemiti da film porno.
Non vorrei ridurre la passione che sento in questa parola come se non ci fosse altro.
Perché c’è qualcos’altro,che cerco di ignorare…quella cosa che mi fa sorridere e morire di tristezza mentre lo vedo aggrapparsi a me con braccia e gambe,in cerca di qualcosa di più profondo.
Vuoi qualcosa di più profondo da me,hirochan??è questo che vuoi o forse sto viaggiando troppo velocemente con la fantasia??
…non sento la tua voce,ma solo il tuo corpo stringersi intorno a me,facendomi perdere il lume della ragione,se mai l’avessi avuto,s’intende.
Le piccola urla,man mano sempre più acute e vogliose,aumentano con l’aumentare del mio ritmo,sempre più profondo…a cercare il punto che lo farà gridare completamente
Voglio che domani si vengano a lamentare per il rumore di stanotte.
Voglio che Hiro,stremato dalla mia presenza,si addormenti come un sasso e non senta più i tuoni che lo fanno spaventare così tanto.
Tra le mie braccia,non dovrà avere più paura…di niente
E mentre dico questo,sconvolto dall’intensità di quello che ho sentito,finisco di amare il corpo del mio piccolo chitarrista.
Schiacciandolo sotto di me,perché no,non ho intenzione di farlo scappare.
le spinte decise e le labbra che cercano le mie,senza che siano le mie a cercare le sue…è un discorso complesso,ma non riesco ad articolare bene un discorso.
Il mio Tora.
Adesso finalmente mio,perché lo posseggo,è intrappolato dentro di me.
È mio…mio…
Disperatamente cerco di aggrapparmi a lui perché non deve lasciarmi,non adesso che mi ha fatto provare cosa si sente…non lo farai vero tocchan??non mi lascerai dopo avermi usato…no,tu non sei quel tipo di persona…
Ed è il paradiso quello che tocco adesso?
Perché sento un tepore unico espandersi nel mio corpo,iniziando proprio da dove tocchan ha finito.
Qualcosa di denso scivola dentro la mia anima,invadendomi.
Rendendomi conto che vorrei tenerti sempre dentro di me,prigioniero.
“io…io ti amo shinji”.
Un sussurro,prima di chiudere gli occhi e aspettare una risposta,anche se violenta.
Invece…
Solo un bacio.
Tiepido e lieve.
Un bacio.
“ti amo Shinji”
Che sapore strano.
Tra me e Akiya c’è affetto. Lo so. Ma non ci siamo mai detti ti amo.
In realtà,da quando ho iniziato l’avventura con il gruppo,poche volte me lo sono sentito dire,seriamente almeno.
Ti amo.
È…è dolce,un suono dolce…però così potente che il mio cuore per festeggiare vuole uscire dalla gabbia toracica.
Un bacio,non posso fare nient’altro,perché mi ha reso felice sentirmelo dire,perché muoio di tenerezza…perché mi sento uno stupido anche.
“da quando??” cerco di dire dopo un po,quando finalmente il mio e il suo respiro finalmente son tornati normali.
Tra le mie braccia,rifugiato tra le mie braccia.
“ti amo da quando ho smesso di pensare a shou…” un attimo di silenzio ancora “anzi,anche prima…a volte inventavo malesseri d’amore per essere consolato da te…”
Vorrei incazzarmi,dire che dio,mi aveva mentito mentre mi preoccupavo per lui,seriamente.
“shinjikun,mi dispiace,veramente…scusami…”un piccolo singhiozzo.no…non piangere,non ora che sono così felice.
Prendo la sua mano,portandola all’altezza del mio cuore,per fargli sentire i battiti che mi spaccano il petto.
Senti quello che vorrei cercare di dirti con le parole?
E mi metto in crisi da solo,pensando che dovrei tornare da un’altra persona e spigare cosa ho fatto,perché i segni sono evidenti…su tutto il mio corpo ma soprattutto sulla mia psiche.
Eppure me lo aveva detto,Akiya,che quella che c’era tra me e lui era un’amicizia fin troppo strana. Perché volevo proteggerlo,perché mi preoccupavo e si,perché scappavo sempre ad ogni suo richiamo.
Io sono un tonto,gli altri riescono ad accorgersi di quello che provo persino prima di me.
…
Significa che lo amo?
“hirochan…io…sono solo un po’ stordito,credimi…però…però sono felice…di quello che mi hai detto…ho…ho una cosa da chiarire prima,con un’altra persona…aspetterai una risposta??”
Con quale coraggio riesco a dirgli una cosa così intraprendente?mi vergogno.
affondo il viso su quel profumo che tanto ho desiderato e che adesso posseggo. Non è così,ma mi piace sperare,soprattutto dopo le parole che ha detto.
Fino a qualche tempo fa Torachan era più ragazzino,mentre adesso,quando mi dice quelle cose riesco finalmente a sentire il tono da uomo.
Il tono del mio uomo.
Piango,ma non di disperazione stavolta,potrei correre anche sotto il temporale più burrascoso del mondo,dell’universo…non avrei paura perché ho sentito delle parole magnifiche da una persona magnifica…che mi vuole bene…che mi vuole per se,anche se devo aspettare.
“dimmelo ancora ti prego…dimmi che devi pensarci,che non è un no netto,sicuro”
Il cuore,qualcuno me lo fermi vi prego,perché è un emozione troppo forte per resistere.