
A NIGHT TO REMEMBER
“Ehi... si può sapere perché mi guardi in quel modo?” mi dice all'improvviso, alzando gli occhi dai suoi spartiti. Distolgo lo sguardo. “Niente” rispondo, alzando distrattamente le spalle, come se la cosa non mi riguardasse, e comincio ad aggiustare un po' meglio l'asta del microfono. Non se la berrà mai... lo guardavo talmente fisso, che avrei potuto mangiarmelo con gli occhi! Infatti fa un mezzo sorrisetto, a metà tra il perplesso e il sarcastico, e riprende a suonare il suo basso. E' davvero bello quando si concentra così, e muove le sue mani dalle dita lunghe e sottili sulle corde... mi fa quasi desiderare di essere toccato io in quel modo, da lui... in ogni caso, ora mi ignora totalmente, preso come è dalla sua musica. Sembra non ci sia spazio per altro, in questo momento, nella sua testa. Non so esattamente perché, ma è da qualche giorno che non riesco a pensare a Saga, come a un semplice compagno di band.
In questo momento, mi fa un certo effetto, averlo davanti a me, con quella sua espressione che mi piace così tanto...
Improvvisamente, sento la voce del piccolo Hiroto che si lamenta.
“Nao, posso andare a prendere qualcosa da bere, prima che riprendiamo a provare? Ho sete...” dopo una rapida occhiata, il nostro leader fa cenno di si con la testa e riprende a concentrarsi sui suoi piatti... proviamo per un po', ognuno per i fatti propri, in attesa che Hiroto ritorni, e poi ricominciare con le prove vere e proprie.
Anche se la mia mente, non è del tutto presa dalla canzone... non riesco ad evitare di guardare in direzione di Saga ogni due minuti... Non so come mai, all'improvviso ho iniziato a comportarmi così... Non ricordo da quando, ho cominciato esattamente a studiare ogni suo cambiamento di umore, di espressione, e persino di movimento. Non riesco a capire da quando, mi piace Saga... forse da quella volta che mi ha accompagnato a casa, dopo il concerto... forse da quando siamo andati a festeggiare tutti insieme il mio compleanno... o forse, tutto sommato, mi è sempre piaciuto, e non me ne sono mai accorto? Sono sempre così preso soltanto da me stesso! A volte non riesco neanche a rendermi conto di ciò che mi circonda...
D'un tratto, mi sento osservato, e spostando lo sguardo sui miei compagni, per capire chi, effettivamente mi sta guardando, mi ritrovo gli occhi di Tora addosso. Mi guarda in un modo strano... probabilmente ha capito che non sto facendo altro che guardare Saga... dopotutto, per quanto possa essere scherzoso, non è affatto stupido! Mica come me, che mi accorgo delle cose solo quando ci vado a sbattere contro! Gli sorrido, cercando di sembrare indifferente, e riporto la mia attenzione sulla canzone. Intanto, né Saga, né Nao, sembrano essersi accorti di nulla.
Cavolo, non vedo l'ora di tornarmene a casa...
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Ecco... ora qualcuno mi spieghi perché doveva andare a finire in questo modo!!
E' vero che non ho fatto altro che guardarlo per tutta la durata delle prove, vero anche che non mi dispiace, però... cavolo, non doveva andare così... Va bene, cominciamo dall'inizio...
Dopo l'occhiata inquisitoria che mi ha lanciato Tora, Hiroto è tornato, e ci siamo rimessi tranquillamente a suonare... poi, non appena è arrivato il momento di andare a casa, ho cercato di uscire dallo studio più in fretta possibile... mi sono avviato verso il parcheggio quasi correndo, ma all'improvviso, una voce fin troppo familiare, ha cominciato a chiamarmi da lontano...
“Shou... ehi, Shou! Fermati!!” la voce di Saga, mi chiamava, facendomi trasalire.
“Ehi, Saga! Mi hai spaventato, così, all'improvviso!” ho detto, cercando di sembrare un po' infastidito... cavolo, non dovevo assolutamente dare a vedere, che nel momento stesso in cui la sua voce aveva toccato il mio nome, il mio cuore aveva mancato un battito... “Ascolta, Shou, che ne dici, se andiamo a mangiare un boccone insieme?” mi ha detto, sistemandosi il fodero del basso su una spalla. “S-si... va bene...” non ho saputo dire altro, sono rimasto confuso dalla sua improvvisa proposta, e ho semplicemente accettato.
E adesso siamo qui... fuori dalla porta del mio appartamento. Ha cominciato a fare freddo fuori. Saga se ne sta appoggiato al muro, mentre aspetta che infilo le chiavi nella toppa, ed apro. Quando entriamo in casa, do una rapida occhiata all'orologio in salotto... le undici e mezzo. Credevo fosse più presto... è incredibile, come il tempo voli, quando si è in buona compagnia. Per un attimo, sono riuscito a dimenticare le mie inquietudini interiori, e ci siamo pure divertiti. Però, adesso che siamo io e lui da soli, mi sento di nuovo nervoso. Non riesco a tenermi dentro tutto ciò che sento... in qualche modo, devo cercare di dirgli che mi piace... se aspettassi troppo, forse sarebbe troppo tardi... Inoltre, ora che ci penso, ha avuto uno strano comportamento per tutta la serata. Cioè, rideva e scherzava come al solito. Si è dato un po' di arie per prendermi in giro, e questo pure lo fa spesso, però... ogni tanto mi guardava in modo molto serio, quasi volesse dirmi qualcosa.
In ogni caso, si è seduto in salotto, e batte una mano sul divano, per farmi cenno di sedermi accanto a lui. “Vieni qui, Shou, devo parlarti un attimo.”
“Posso offrirti del caffè?” gli chiedo, mentre mi avvicino. Scuote la testa, e mi fa di nuovo segno di sedermi. Mi siedo, e lo guardo, in attesa di ascoltare ciò che ha da dirmi. In pratica, ci avevo visto giusto! Voleva parlarmi, ma non trovava il modo di farlo. Probabilmente aspettava che fossimo lontani da orecchie indiscrete... ammetto che è anche per quello che l'ho invitato a casa mia. Per riuscire a stare un po' da solo con lui.
“Ascolta, Shou... è da prima che volevo dirtelo... è inutile che continui a fare finta di niente.” dice. Inclino la testa di lato, guardandolo negli occhi. “Cioè?”
“Andiamo, è da quando sei arrivato in studio che mi sento i tuoi occhioni addosso... e, insomma, se ho fatto qualcosa che non va, preferirei che me lo dicessi, invece di continuare a guardarmi in quel modo...” distolgo per un attimo lo sguardo dal suo viso... sento la mia temperatura aumentare leggermente. Non credo di stare arrossendo per la timidezza... piuttosto perché mi sento punto nel vivo. Mi sento come un bambino scoperto a rubare un pacco di caramelle... d'un tratto si avvicina, e mi solleva il mento con la sua mano, costringendomi a riportare i miei occhi su di lui.
“Allora, piccolo Shou, ho fatto qualcosa di sbagliato?” mi chiede. Cavolo, non riesco a resistere alla bellezza che emana il suo sguardo. Sembra leggermi dentro, con quella sua espressione un po' interrogativa; un po' preoccupata. Non resisto, e gli sorrido. “No, Saga... non hai fatto niente... stai tranquillo. Solo che...” Non riesco a terminare la frase. Sono come ipnotizzato dalla sua mano che ha cominciato a muoversi piano, accarezzandomi dolcemente una guancia. Il suo viso è vicinissimo al mio. Sento di nuovo il mio cuore aumentare i battiti... “Solo che...?” Mi incita a continuare, abbassando lievemente il suo tono di voce. Niente, non ci riesco... sono ben altre le parole che vorrei dirgli in questo momento. Sentendomi come attirato da qualcosa, abbasso lo sguardo sulle sue labbra. Osservo la loro forma perfetta, l'anellino di metallo che porta nell'angolo a destra della bocca... mi sento come rapito, e quasi non capisco come riesco a deglutire, senza distogliere lo sguardo da quella bellissima immagine. “S-saga... per favore, b-baciami...” gli chiedo, quasi pregandolo, tornando a guardarlo negli occhi. Mi sorride gentilmente, prima di portare il mio viso più vicino al suo, con la mano che mi tiene ancora sulla guancia, e poggiare le sue labbra sulle mie.
E' un contatto leggero, dolce... le nostre bocche si sfiorano a pena. Si stacca, e mi guarda, con un'espressione indecifrabile. Poi mi bacia di nuovo, stavolta più intensamente... stringendomi le braccia intorno ai fianchi, mi attira verso di sé, e schiude le labbra, facendomi incontrare il calore della sua lingua. Sempre con dolcezza, si insinua però con decisione, scivolando tra le mie labbra... gli accarezzo il collo, e il contatto con la sua pelle, mi fa correre un piacevole brivido lungo la schiena. Mi bacia con passione, come se le mie labbra le stesse gustando. Quando entrambi cominciamo a sentire bisogno d'aria, mi guarda di nuovo negli occhi, e trovo finalmente il coraggio di dirgli ciò che provo... appoggio la fronte alla sua, tenendo il suo viso tra le mie mani...
“Saga, tu mi piaci... mi piaci da morire, ecco perché ti guardavo.” dico, e chiudo gli occhi.
“Oh, era ora!” lo sento dire, e ridere piano.
“Cosa?”
“No, dico, era ora che te ne rendessi conto! Non sai quanto ho aspettato queste parole...” dice, mentre mi accarezza la schiena. Lo guardo...
“Vuoi dire che anche io ti piaccio?” gli chiedo.
“Bhè, pensi che altrimenti ti avrei baciato, piccolo Shou?” risponde, scompigliandomi i capelli.
“Allora perché non me l'hai detto tu, scemo?” fa finta di pensarci su...
“Uhm... bella domanda! Ehm, vediamo...”
“Dai, Saga, smettila di prendermi in giro! Perché, non mi hai mai detto che ti piaccio?”
“E' semplice, Shou... stavo aspettando che tu ti accorgessi di me...” Le sue labbra si aprono in un dolcissimo sorriso, e lo abbraccio fortissimo. Mi stacco solo quando sento l'irrefrenabile voglia di baciarlo. Mi fa stendere di schiena sul divano, posizionandosi poi sopra di me... mentre continua a possedere la mia lingua sulla sua, sento le sue mani calde, accarezzare ogni millimetro del mio corpo. Sposta poi le labbra sul mio collo, strattonando leggermente l'elastico della mia maglietta.
“Saga... se ti da tanto fastidio, toglimela pure...” sorride, e fa quello che ho detto. Lascia cadere la maglietta sul pavimento, e comincia ad accarezzare la mia pelle nuda, con le mani, e con le labbra... dal collo, al petto, indugiando sui capezzoli, scendendo verso l'ombelico. Emetto un leggero gemito, quando sento una delle sue mani calde posarsi sul davanti dei miei pantaloni, che cominciano a darmi un po' fastidio. Si allontana giusto il tempo per liberarsi della sua camicia, e slacciarsi i jeans.
Si china di nuovo su di me, e comincia a sbottonare anche i miei, senza smettere di lasciare dei piccoli baci sul mio corpo. Mi solleva leggermente per i fianchi, per poterli abbassare, e li porta giù insieme ai boxer. Lentamente, comincia ad accarezzarmi le gambe, le natiche, l'interno delle cosce... per poi, risalire un po', e stringere delicatamente le mia erezione tra le sue dita. Il suo tocco mi fa venire la pelle d'oca, e mordendomi il labbro inferiore, spingo in alto i fianchi, per incontrare la sua mano. Avvicina il suo corpo al mio, riprendendo a baciarmi sulle labbra, e muove la sua mano, aumentando sempre di più il ritmo...
Prima di portarmi al limite, si allontana per togliersi i pantaloni e i boxer, che ancora indossava, poi torna su di me. Punta i suoi occhi nei miei, come a cercarci dentro un qualche segno di conferma.
“Shou... ti voglio...” mi dice, con un tono di voce eccitato, e basso... estremamente sensuale. Gli poggio una mano sul viso, e gli sorrido. “Anche io ti voglio, Saga... voglio sentirti dentro di me...” Mi bacia, mentre le sue mani scivolano sempre più in basso... piano, molto piano, comincia ad infilare un dito dentro di me... comincia a prepararmi, per evitare che senta dolore, e intanto sento le mie guance infiammarsi, per la pressione che avverto alla mia entrata. Dopo un po', aggiunge un altro dito, e comincia a muoverle piano, aventi e indietro, e mi sussurra all'orecchio...
“Rilassati, dolcezza... cerca di rilassarti... sarà bello, vedrai...” gli sorrido.
“S-si... sono t-tranquillo, non preoccuparti... lo so che sarà bellissimo...” gli dico.
“Se ti faccio molto male, dimmelo... mi fermo...”
“Ok... s-so che non lo farai... mi fido di te.” Mi sorride, e toglie le dita da me...
“Allora... entro” dice. Invitandolo nel mio abbraccio, tendo le braccia, e gli dico: “Vieni... entra.”
Con la sua prima, leggera spinta, mi penetra, e sento come una scarica elettrica in tutto il corpo... mi fa un po' male, ma mi piace da morire la sensazione di averlo in me, e i miei gemiti si fanno sempre più intensi, man mano che si uniscono ai suoi.
Comincia a muoversi gentilmente, mentre mi bacia le guance, e mi sussurra di rilassarmi. Lo stringo forte, e il dolore inizia a passare... ora, è piacere puro, quello che provo, mentre spinge più forte, e quasi urlo... non ho mai provato nulla di simile, in vita mia... nulla di più bello.
Per incontrare i suoi movimenti, e farlo entrare più in profondità, stringo le gambe intorno ai suoi fianchi. D'un tratto, sento di nuovo la sua mano sulla mia erezione. La muove a ritmo con le sue spinte, e ogni volta che raggiunge qualcosa, dentro di me... ogni volta che tocca quel punto in particolare, sento che potrei impazzire... e difatti, vengo, bagnando la sua mano... e dopo poche altre spinte, più veloci, forti e un po' dolorose, mi segue, urlando con forza il suo orgasmo...
Si stende su di me, ancora tra le mie braccia, ed entrambi chiudiamo gli occhi, cercando di calmare i nostri ansiti, che si affievoliscono insieme al piacere e all'eccitazione dovuti al rapporto sessuale.
“Ehi... p-piccolo Shou... ti ho fatto molto male?” mi chiede preoccupato.
“No... c-cioè... p-pochissimo, ti giuro... m-mi è piaciuto...” rispondo.
“Davvero?” sorride... Annuisco ricambiando il suo sorriso.
“Si, davvero... ora però, ho voglia di fare un bel bagno caldo...” gli dico, e si sposta da me, per farmi rialzare. “Ok... Shou, dopo posso farlo anche io? Ne ho bisogno quanto te... per favore?”
“No...”
“Mhm? Non posso?” chiede perplesso.
“No...” gli rispondo, mettendomi a ridere. “Non puoi fare il bagno dopo di me...”
“Perchè? Cattivo! Vuoi che torni a casa tutto bagnato?”
“Scemo... fallo insieme a me, no?” gli chiedo, porgendogli la mia mano.
“Ma dai... avevi voglia di fare il bagno con me, tesoro?” dice, mentre si rialza.
“Bhè... è quello che cerco di dirti da un po'... ah, inoltre, sappi che non ti lascerò affatto tornare a casa! Rimani qui con me, stanotte...” mi bacia di nuovo le labbra. Le sue sembrano voler prendere fuoco... i tanti baci voraci che ci siamo scambiati, hanno fatto scaldare anche il freddo metallo del suo piercing... “Ok, rimarrò qui, se vuoi...” dice poi, staccandosi.
Sentendomi felice come non lo sono mai stato, gli prendo di nuovo la mano, e lo conduco in bagno insieme a me. Mi siedo sul bordo della vasca, e apro il rubinetto per riempirla... verso del bagnoschiuma, e sorrido al pensiero che dopo, le nostre pelli avranno lo stesso profumo...
Quando la vasca è abbastanza piena, ci entro dentro, e lascio che Saga si sieda tra le mie gambe, ed appoggi la schiena sul mio petto. Mentre ci rilassiamo insieme, gli bagno i capelli, e gli accarezzo il collo e il torace col bagnoschiuma... chiude gli occhi, lasciandosi andare al tocco delle mie mani.
E' davvero meraviglioso, fare il bagno con la persona che amo, dopo aver fatto l'amore... rende il momento ancora più bello, più indimenticabile. Un ricordo indelebile che non verrà mai cancellato da nulla... soprattutto perché voglio che ci siano molti altri momenti come questi. Una volta vissuta, una sensazione così... non voglio che resti l'unica.
“Shou...”
“Si?”
“Volevo dirti... che anche a me, è piaciuto molto...”
“Bene... sono contento...”
Passa qualche minuto, in cui regna il silenzio assoluto... poi mi stringe la mano, e la porta vicino al suo viso. Ci lascia sopra un bacio delicato.
“Shou?”
“Cosa c'è?” gli chiedo, stringendo le braccia intorno al suo collo.
“Io... ti amo...” lo stringo a me più forte che posso.
“Anche io ti amo, amore mio...”
Inevitabilmente... ricorderò questa notte per tutta la mia vita...