
1. CORONA
“Sei mai stato innamorato?”
Solleva lo sguardo su di me, alzando un sopracciglio.
Ogni tanto ho l’impressione che con il suo modo di fare mi prenda in giro.
“E’ il momento dei discorsi seri, piccolo Nao?”
Abbozza un sorriso e continua a girare il cucchiaino nel caffèlatte.
È molto carino, anche questa mattina, anche se da qualche giorno le sue occhiaie sono un po’ più profonde, e riesco a individuare piuttosto bene la stanchezza nei suoi occhi.
Noto che reprime uno sbadiglio, infatti, e gli sorrido anche io.
“Stai ancora ripensando alle canzoni?”
Solleva una spalla, portandosi il cucchiaino alle labbra e leccandolo.
“No.”
Sorrido ancora, mi piace che spesso sia così conciso.
“Vuoi dire che questa notte sei riuscito a dormire?”
Scuote il capo, ridacchiando, e poi torna a guardarmi, dritto negli occhi con quel suo sguardo magnetico.
“No, non credo di essermi mai innamorato. Sì, sto ancora pensando alle canzoni. No, questa notte non ho dormito molto. Fammi una domanda per volta di prima mattina, Naopon…”
Prende un sorso di caffèlatte, sporcandosi appena di schiuma l’angolo della bocca.
Noto tutto, noto anche la punta della sua lingua far capolino dalle labbra a raccogliere il residuo di schiuma, inconsciamente, mentre il suo sguardo ora è puntato oltre la vetrina del bar dove siamo seduti.
“Dovresti dormire. E anche mangiare.”
“Anche tu dovresti mangiare!”
Mi sorride, ignorando i miei rimproveri sul fatto che quando pensa a comporre si dimentichi persino di mangiare, spingendo verso di me il piccolo piatto di biscotti che qui portano sempre insieme al caffè.
Metto il broncio e guardo altrove, li ignoro.
“Piccolo Naooo~”
“Non mi tentare!”
Mi mordo un labbro, la mia voce ha un che di infantile e piagnucoloso, lo so, ma sto facendo una fatica bestiale a continuare ad ignoralo.
E penso che quando andrò all’inferno la situazione sarà identica a quella di adesso, un angelo biondo che mi offre tondi frollini ricoperti di cioccolato e ripieni di morbida crema tentatrice e non poterli toccare, né i biscotti né tanto meno l’angelo biondo.
“C’è il cioccolato…”
Perché mi fa questo? Vuole vedermi impazzire e mangiarli tutti in un sol boccone per poi morire per soffocamento?
“Saga-kun, ti prego… sto cercando di dimagrire…”
“Ma a me piaci così!”
La smette di provocarmi?
Non riuscirò a stare allo scherzo per tutta la vita, credo.
“Idiota!”
Sorride di soddisfazione quando allungo la mano a prendere un biscotto, mordendolo.
“Sono riuscito a far mangiare il piccolo Naooo~!”
Canticchia con la sua vocina, prendendo un biscotto e mangiandolo insieme a me.
Intanto socchiudo appena gli occhi al sentire il cioccolato e la crema sciogliersi sulla mia lingua, mi sentivo come un tossicodipendente in crisi d’astinenza, ma ora sto decisamente meglio.
Quando riapro gli occhi lui mi sta ancora guardando fisso, con un piccolo sorriso strano.
“E tu, ti sei mai innamorato?”
Sì, ma sono all’inferno nel girone dei peccatori di gola.
Dovrei smetterla di guardare così tanti cartoni animati, forse.
“Siamo di nuovo in ritardo!”
Lancio qualche moneta sul tavolo, questa mattina è il mio turno di pagare la colazione.
Faccio fretta a Saga in modo che si alzi e mi segua, quindi finalmente ci dirigiamo agli studi di registrazione.
Siamo in ritardo ogni mattina, da quando abbiamo cominciato ad andare a fare colazione insieme.
E provvidenza ha voluto che l’orologio mi finisse sotto agli occhi poco prima che io rispondessi alla sua domanda, non sono molto bravo a mentire.
“Non mi hai risposto!”
Certo che no.
E ho tutta l’intenzione di continuare a non farlo, per prima cosa perché il suo broncetto è dannatamente carino, e poi perché quel tipo di domanda attira sempre altre domande, e non ho la serenità mentale necessaria per mentire, al momento.
Ho fame, e tutti sanno che a stomaco vuoto le bugie non si elaborano bene.
Mi limito a sorridergli alzando una spalla, prima di rispondere energicamente al saluto dei miei compagni.
La melodia che ci accompagna questa mattina è dolce, ma tutto sommato decisa, mi piace la forza del basso in questa canzone.
Lui è sempre molto bravo, apparentemente concentrato, anche se so che mentre registra questa canzone la sua mente sta pensando ad altre note, ad altre parole.
Sorrido come uno scemo al vederlo ancora così pensieroso, perché so che probabilmente anche questa notte non riuscirà a dormire.
E che probabilmente anche questa notte avrà bisogno di compagnia. Della mia compagnia.
Ormai sono molte le notti che trascorre da me.
Mi parla delle sue canzoni, me le fa ascoltare, mentre preparo qualcosa da mangiare – per lo meno, quando è da me ci penso io a ricordargli che si deve anche nutrire – lo vedo scrivere qualcosa sul suo quaderno, con un’espressione pensierosa.
Poi se ne va, a notte sempre più tarda, mi saluta con un abbraccio pur sapendo che ci vedremo soltanto poche ore dopo, ma non credo riesca ad addormentarsi, una volta raggiunta casa sua.
Non abitiamo molto distanti per fortuna e, più o meno dallo stesso momento in cui ha cominciato a venire a casa mia dopo le registrazioni, abbiamo preso l’abitudine di andare a fare colazione insieme la mattina dopo.
Adoro stare con lui.
Mi piace osservare il suo broncetto quando pensa alle parole delle sue canzoni, mi piace il suo modo di ridere quando mi prende in giro.
Mi piace e mi confonde.
“Cosa fai questa sera?”
Accarezza il suo basso mentre lo ripone, gettandomi poi un’occhiata.
“Quello che faccio tutte le sere.”
Mi sorride.
“Tentare di conquistare il mondo?”
A quanto pare non sono l’unico a guardare decisamente troppi cartoni animati.
Gli colpisco scherzosamente il fianco con due dita mentre rispondo al suo sorriso, dirigendomi quindi verso la porta.
“No, sopportarti. Dai, muoviti che andiamo.”
Una volta sistemato il suo adorato basso, mi raggiunge all’uscita e mi passa un braccio attorno alle spalle, baciandomi giocosamente una tempia.
Mi rendo conto solo un attimo dopo che gli altri nostri tre compagni stanno ridacchiando come altrettanti idioti.
“Piccionciniii~”
“Imbecilli.”
Mi agito sempre facilmente quando succedono queste cose, al contrario di Saga che, invece, fa coro agli altri tre e ride, continuando a tenermi stretto a lui facendo scendere il braccio attorno alla mia vita e strusciandosi a me.
Non che mi dia fastidio eh… ma non so se odiarlo o arrossire, e mi sa che faccio tutte e due le cose contemporaneamente.
Non ho mai negato che in questi ultimi giorni la nostra amicizia fosse diventata un po’ “ambigua” agli occhi degli altri, vederci sparire insieme tutte le sere ed arrivare sempre insieme alla mattina.
Soprattutto contando il fatto che Saga è sempre molto… affettuoso con me, non si risparmia bacetti sulla testa e inquietanti leccatine nemmeno davanti ai fotografi.
Anzi, sembra che si diverta.
Lo so che lo fa per scherzare, lo so che gioca come fanno i bimbi, però… però. Che diavolo.
Riesco in qualche modo a liberarmi dalla stretta e lo precedo di qualche passo mentre è ancora a fare il cretino con gli altri tre, mi volto a guardarlo.
Adora stare sempre al centro dell’attenzione, è alquanto egocentrico, e fare l’idiota spesso gli garantisce la maggior parte dell’attenzione degli altri su di sé.
“Ne, Sagacchi… guarda che ti lascio qui!”
Si volta di scatto verso di me, affrettandosi.
“Nooo, piccolo Nao non farmi questo!”
Agita la mano verso gli altri e mi arriva addosso con una risata, e finalmente riesco a portarlo via di lì.