Home
News
Biografia
Discografia
Videografia

*°Members*°
Shou
Hiroto
Tora
Saga
Nao

*°Traduzioni*°
Lyrics - Traduzioni
Interviste
Blog
Download

*°Gallery*°
Shou
Hiroto
Tora
Saga
Nao

*°Fanarea*°
FanFiction
Fanart
Grafica
Forum


*°Affiliati&Link*°
Alice's Links
AltriLink<3
Staff



Epilogo – ARMOR RING

Ormai è passato qualche giorno dall’ultima volta che ci siamo visti.
Abbiamo avuto una piccola discussione, ne abbiamo, ogni tanto, e sempre sulle cose più stupide.
Il nostro non è e non è mai stato un rapporto noioso, di sicuro.
Era…? Non lo so, non mi ha chiamato.
Abbiamo finalmente qualche giorno di pausa, e lui non mi ha chiamato.
Una piccola discussione sui fanservice può avergli fatto cambiare idea, fargli decidere che non sono giusto per lui?
Mi sento male al solo pensiero.
Io sono giusto, io sono giustissimo per lui, noi siamo perfetti insieme, e basta.
Possibile che dopo tutto questo tempo ancora mi faccio paranoie?
Da quando stiamo insieme, è sempre stato tutto perfetto, tutti i nostri momenti insieme.
Quando facciamo le passeggiate tenendoci la mano, lasciandocela di colpo quando incontriamo qualcuno per poi arrossire, quando guardiamo un film senza capire la trama perché ne commentiamo ogni singolo pezzo, quando rimaniamo, ore, fermi a guardarci, accarezzandoci semplicemente, e quando facciamo l’amore, lentamente, dolcemente, per tutta la notte.
Eppure io sono io, e riesco sempre a trovare nuovi appigli per le mie care paranoie.
Ho paura che la nostra vita sia perfetta, troppo perfetta.
Che possa averlo annoiato, che lui si sia stancato di me, che non mi voglia più.
Il solo pensiero mi blocca il respiro, ormai non sarei più capace di vivere senza di lui.
Ma oggi non è un giorno qualsiasi. Oggi è quel giorno.
E lui non mi ha chiamato.
Continuo a guardare fuori dalla finestra del mio soggiorno, le dita appena posate al vetro, che quando sospiro si appanna appena.
Ricaccio indietro le lacrime, mi manca troppo.
Non piangere, Nao, stupido.
Quando esalo un sospiro sento un piccolo eco, come se fosse un altro sospiro dietro di me.
Due passi, possibile che fossi talmente assorto da non essermi accorto che qualcuno è entrato in casa?
Non faccio in tempo a girarmi, due braccia mi bloccano alla vita, come hanno fatto altre mille volte.
È lui.
Chiudo gli occhi e sospiro, sento il suo profumo, lo riconoscerei tra milioni.
Oltre al fatto, naturalmente, che è l’unico ad avere le chiavi di casa mia.
Mi sciolgo in un sorriso, inevitabilmente, lasciandomi andare tra le sue braccia e socchiudendo gli occhi, sentendo un piccolo bacio sul mio collo, un altro sulla mia guancia.
“Ti sono mancato?”
Poso le mani sulle sue, intrecciando le nostre dita, annuisco.
“Pensavo che non volessi più vedermi.”
“Ma quanto sei paranoico, Nao? Dovresti smetterla…”
Sento la sua risata leggera accarezzarmi la pelle, un altro piccolo bacio sulla mia guancia, mentre mi muovo appena tra le sue braccia, cercando di farmi stringere di più.
“Be’, sai, abbiamo avuto quella discussione e…”
Continua a lasciarmi piccoli baci, prima di farmi girare nel suo abbraccio, guardandomi negli occhi.
Gli passo le mani dietro la schiena e lo stringo, possessivamente, a me.
“E dai, lo sai che non ti lascerei mai e poi mai per un’idiozia simile.”
È vero, avrei dovuto fermarmi a pensare prima di andare in paranoia, ma il panico è brutto.
“E sai anche che adoro discutere con te. È troppo bello quando facciamo la pace…”
Rido un po’ anche io, dopotutto lui è sempre il solito.
Socchiudo gli occhi quando mi scosta con delicatezza i capelli dalla fronte, gli bacio le labbra dolcemente, poi torno a guardarlo.
“Perché non mi hai chiamato?”
“Avevo una cosa da fare…”
Mi fa salire i brividi per tutto il corpo, le sue carezze leggere ed il suo sorriso misterioso.
Mi guarda a lungo negli occhi, prima di abbassarsi lievemente catturando le mie labbra, baciandomi con dolcezza.
Non si allontana, aspetta che io gliele accarezzi con la lingua per schiuderle e lasciarsi coinvolgere da un bacio lento e profondo.
I miei brividi si acuiscono ancora di più mentre lo stringo a me, ogni volta che mi bacia, mi sento come la prima volta, anche se dirlo così suonerà abbastanza patetico.
Si distacca poi, sorridendomi, andando in direzione dello stereo.
Cerca qualcosa tra i miei cd, lo mette su senza lasciarmi il tempo di capire quale abbia scelto, scorre velocemente sino all’ultima canzone, con un sorriso, e la fa partire.
La riconosco immediatamente, quella canzone, e sorrido anche io, lo guardo voltarsi ed allungare una mano verso di me, aspettando che io la prenda.
“Vieni a ballare con me, Nao?”
Gli annuisco, prendendo la sua mano ed attirandolo a me, avvolgendolo tra le mie braccia e stringendolo al mio corpo, con ormai molta più familiarità e sicurezza di quella prima volta.
Mi passa le braccia attorno al collo, baciandomi dolcemente una guancia.
Basta un attimo, e ci perdiamo, completamente, l’uno nello sguardo dell’altro, a sorriderci appena tra le nostre carezze gentili.
Accosta le labbra al mio orecchio, seguendo con la sua splendida voce dolce le parole della canzone, della nostra canzone.
La canzone che lui ha scritto pensando a me, la canzone sulle cui note ancora fresche di registrazione abbiamo ballato, insieme, dandoci il nostro primo bacio.
“Il colore che tinge il cielo è un brillante verde smeraldo, è come se il tempo si fosse fermato, anche i battiti del mio cuore…”
Chiudo gli occhi, ascoltando la sua bellissima voce. So che non ama cantare, si vergogna, lo fa solo per me.
Si allontana appena, guardandomi, dritto negli occhi.
“Pensavo non ci fosse più nulla per cui vivere, la tua esistenza ha ridipinto il mio mondo.”
Gli sorrido, mi sento gli occhi appena lucidi, non ci posso credere che mi sto commovendo.
Si interrompe, scostandomi ancora la frangia dagli occhi, posandomi un piccolo bacio casto sulle labbra.
“Non vuoi sapere cosa avevo da fare questi giorni?”
Sorrido ancora ed annuisco, mi sento un nodo in gola, certo che voglio sapere il motivo per cui mi sono consumato di paranoie e preoccupazioni.
Scioglie delicatamente l’intreccio delle sue dita tra i miei capelli, abbassando una mano e portandosela in tasca.
Mi guarda negli occhi, incatenando i nostri sguardi, tanto che non mi rendo conto che quando sembra aver trovato ciò che cercava, mi prende la mano sinistra nella sua.
Mi sorride ancora, le sue gote si arrossano appena quando mi sento scivolare qualcosa di freddo all’anulare.
Sento come se il mio cuore si fermasse quando abbasso lo sguardo, osservando quel piccolo anello, sottile, di un materiale freddo e pesante, splendere tra le mie dita.
“Saga…”
Ho un groppo in gola, non riesco a parlare, nemmeno saprei cosa dirgli.
Quando lo guardo ricomincia a cantare, anche i suoi occhi sono lievemente lucidi.
“Ti do quest’anello, non lo perderò mai di vista. Se tu dovessi affogare, in qualunque tipo di oscurità, io ti troverò.”
Mi lascia scivolare in mano un altro piccolo anello, identico, prima di porgermi la sua mano sinistra.
Prendo un respiro profondo, mi tremano le mani dall’emozione, riesco ad infilare il piccolo anello al suo anulare sinistro solo dopo qualche tentativo, e lui mi sorride divertito.
Si dice che all’anulare della mano sinistra ci sia una vena, che porta dritta al cuore, e che un anello a questo dito sia una promessa di vero amore.
Torna a stringermi le braccia attorno al collo, appoggiando dolcemente la fronte alla mia.
“Ti amo, Nao.”
Mi sto commovendo ovviamente, ma lo stringo a me, facendo aderire completamente i nostri corpi.
“Anche io ti amo, Saga. Troppo. Da morire. Per sempre.”
Si mette a ridere dolcemente alla mia confessione commossa, stringendomi, se possibile, ancora di più a lui.
Le nostre labbra si incontrano dopo qualche istante, bagnandosi del sapore salato di una lacrima non mia, e non appena la sento lo stringo di più, con più fermezza, con più dolcezza, approfondendo il bacio.
La canzone lentamente arriva alla fine, lasciando la stanza piena solo nei nostri respiri e del fruscio basso delle mie mani sul suo corpo, e delle sue dita tra i miei capelli.
Dopo le ultime note si distacca, guardandomi a lungo negli occhi, mi accarezza una guancia.
“Buon anniversario, amore mio.”