
Capitolo 1
Ricordo ancora quante volte ho sbraitato contro i miei genitori,quando mi hanno obbligato…si,mi hanno obbligato a dare ripetizioni di matematica a quello che pensavo fosse solo un ricco moccioso.
E dire che il tutto è iniziato in un modo così subdolo,da parte dei miei…di farmi entrare nell’ottica giusta e adorarti come facevano tutti i vecchi insegnanti che ti facevano ripetizione.
Io semplicemente,prima di conoscerti come ti conosco adesso,non ero innamorato di quel ragazzo così terribilmente viziato dal trattare tutti male e con fredda superiorità.
“Naoyuki tesoro,sai?parlando con il signor Sakamoto…si,proprio il direttore dell’azienda dove lavora tuo padre” quando mia madre iniziava con i discorsi sul lavoro di papà o su qualsiasi cosa riguardasse quella sfera,ero sicuro che coinvolgeva tutta la nostra intera famiglia…
“oh,ma non è l’uomo d’affari?non vorrà licenziare papà…” non che in realtà mi interessasse saperlo,tanto per quel che mi riguarda sono indipendente economicamente da quando sono entrato alle superiori e ho sentito in me la vocazione per la musica,da quando loro mi hanno chiuso la porta in faccia dicendomi che si,ero loro figlio ma che non avrebbero più speso un soldo per me,se non per la scuola,sia chiaro…ci tenevano così tanto a vedermi diventare un famoso avvocato…poveri illusi…ma sto divagando troppo,come al solito quando mi perdo in queste fantasie…
Ricordo che mia madre mi diede un fortissimo frontino “non portare sfiga,dovresti essere grato a tuo padre perché alla sua età ti mantiene ancora” non è che io non fossi grato a loro eh,sia ben chiaro…solo che a volte tutte quelle chiacchere inutili avrei voluto evitarle…
“comunque,ti dicevo…il signor Sakamoto,confidandosi in segreto con tuo padre…” e anche quest’affermazione mi sembrava del tutto campata in aria,visto che mio padre era un semplice colletto bianco,come miliardi in questa terra,ma il suo racconto non finiva lì.
“…gli ha parlato del suo unico figlio,pare che abbia problemi a scuola in questo ultimo periodo,e poi non è mai andato male,mai avuto problemi,insomma…magari perché è al primo anno…”
Sentivo i due occhi neri di mia madre fissarmi il collo,insistentemente
“ohh…ti sei accorta che anche i figli diligenti a volte possono peccare?”
Quest’infelice battuta mi è costata un secondo frontino,sempre più forte,come se ci prendesse gusto a picchiarmi.
“no,però abbiamo scoperto che la materia in cui va peggio è proprio la matematica…”
Uno sbadiglio annoiato era proprio quello che più non riuscivo a reprimere,era tanto noiosa questa storia,ma tanto tanto,riuscì a strapparmi solo un annoiatissimo “ah si?che peccato…è una materia così interessante” in effetti è sempre stata la mia preferita,visto che la prendevo come un gioco di logica in cui riuscivo sempre a cavarmela.
“ohohoh,lo so caro che è la tua materia preferita…per questo ti ho fatto proporre come insegnante privato di ripetizioni…beh sai,il livello di scuola non è uguale…lui è entrato al Seinan,sai?la scuola che avrei tanto voluto che frequentassi anche tu o tuo fratello Kotaro…beh,però potrai sempre dare ripetizioni a un alunno modello…non pensi sia magnifico?”
…è iniziato tutto così…non sembra strano?beh,io povero e tu ricco…come in una fiaba che di solito raccontano alle bambine per farle rincretinire e credere al mito del principe azzurro o al fatto che no,le diversità non contano o peggio ancora,non esistono…
Invece per me le diversità sono sempre esistite e l’ho scoperto soprattutto quando ho incontrato te.
Ricordo che all’epoca mi frequentavo con un ragazzo,il mio primo ragazzo per specificare.
Ne io ne lui eravamo delle grandi bellezze,devo ammetterlo,fissati con gundam e tutte le saghe robotiche,presi in giro dai compagni di classe fin dalle medie,con gli occhialini anche se non spessi e amanti dei dolci…e neanche fisicamente eccellevamo in qualcosa,due tipi ordinari,semplici e senza troppi grilli per la testa,l’unica cosa che lui non riusciva a capire di me era la passione per la musica…”solo” quello.
Ancora oggi ricordo quel giorno,quando i miei genitori mi portarono a casa vostra dopo una lite furibonda durata giorni e giorni di musi lunghi e scene di mutismo a cena.
Alla fine avevano vinto loro,come ogni volta…ricordo la tensione,gli inchini dei miei genitori e le preghiere a buddha perché io non combinassi nulla di sbagliato,tanto da indurre il signor Sakamoto a licenziare mio padre,come se fosse possibile poi una cosa simile…no?
Non sarò io la causa della rovina della mia famiglia,andrò via prima che questo succeda,se qualcosa trapelerà da questa bocca…se qualcuno scoprisse il nostro piccolo mondo.
E cosa fare?adesso…mentre il mio riflesso nei tuoi occhi si colora di migliaia di sentimenti.
Adesso che il sorrisino divertito che vedo è uno dei motivi per la quale mi sveglio di buon umore a giorni alternati,quando so che il pomeriggio posso vederti.
Adesso che posso sentire la tua voce dirmi dolcemente un “sempai,non mi stressi tanto con i compiti,oggi sono tanto stanco..” in un orecchio,intervallato da tanti piccoli baci,per fare cedere ogni mia resistenza.
Il colpo di fulmine,che ho sempre ritenuto uno stupido giochetto delle ragazzine,mi aveva centrato in pieno,squarciando il mio cuore,scindendo il mio cuore in due parti,una della quale guidata da quell’istinto incosciente tipico delle persone innamorate.
Innamorate.
Ho detto una cosa che fino a poco tempo fa non avrei mai pensato di dire,per mancanza di fiducia nei rapporti umani,mancanza di fiducia me e in quello che le persone potessero pensare solamente guardandomi…!
E ora che mi trovo in questo limbo senza fine,tormentato dal sapore agrodolce che riempie il mio cuore,scopro di non voler mai più tornare a galla…