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Capitolo 3:-azione-
La chitarra classica nella spalla destra:c’è.
La borsa con dentro dei biscotti fatti da me:c’è.
Alito fresco e vestiti fighi:messi.
Però mi sudano le mani di fronte questo palazzo dove dovrebbe vivere Amano.
In effetti c’è anche scritto il suo nome sul citofono,però non riesco a trovare il coraggio di suonare,non è da me questo comportamento,no??io sono un ragazzo deciso,già…
Però non riesco a fermare i miei piedi,che mi fanno girare in tondo sul pianerottolo proprio di fronte casa sua,ora che ci penso,con che scusa posso presentarmi da lui senza neanche avergli chiamato prima??è da maleducati,potrebbe subito pensare male e cacciarmi via e avrebbe tutte le buone motivazioni di questo mondo,mi odierebbe,mi direbbe cose cattive e io scoppierei a piangere,facendo la figura dell’idiota…
“piccolo hiroto,sei tu??”
Una voce tanto familiare e sognata mi rimbomba nella testa,mi giro verso le scale che ho fatto dieci minuti fa,trovando il mio amato sempai che mi regala un sorrisino dei suoi,uno di quelli appena accennati.
Lo trovo magnifico,con la felpa azzurra con la zip d’avanti e il jeans stretto stretto che gli mette in mostra le gambe così ben modellate. I capelli scuri scompigliati d’avanti il viso e le gote arrossate per lo sforzo,in mano ha quattro enormi buste della spesa,candide. Una piccola apparizione.
“sempai Amano…ti aiuto io…” gli vado incontro,prendendogli una busta della spesa nelle mani,trascinandola quasi fino alla porta.
“che strano vederti qui...non ci vediamo da parecchio tempo,eh?” non sembra arrabbiato,dovevo aspettarmelo,lui è sempre gentile,mi scompiglia i capelli,dandomi una pacchetta sulla testa. Affettuosa,da fratello maggiore.
“mi dispiace,avrei voluto avvisarti,però non avevo il tuo numero…volevo tanto vederti”…mi guarda e distoglie subito lo sguardo,infilando la chiave nella toppa della porta.
“ma dai,non fa niente…mi fa piacere vedere il piccolino del quartiere…dai,entra” mi fa spazio per entrare,e porta le enormi buste sopra il tavolinetto basso,per poi smistare la roba nei diversi sportelli.
“grazie,pensavo ti arrabbiassi…” poso la chitarra in un angolo,guardando la casa immersa nel chaos,proprio la casa che ti potresti aspettare da un ragazzo che vive solo da poco tempo.
“…esagerato…” si guarda intorno,storcendo le labbra.”ah,voglio avvisarti che c’è un mio amic…”
Prima di finire la frase,da quella che presumo fosse il bagno,esce un ragazzo magrissimo con i capelli biondo cenere,con indosso solo un paio di jeans chiarissimi a vita bassa e un asciugamano sopra le spalle nude…dentro di me scoppia qualcosa “ah…” è tutto quello che dico,fissando quel ragazzo che non ha i lineamenti perfetti però nel complesso ben fatto si,la cosa che mi fa rabbia è questa,che è un bel ragazzo e non posso negarlo.
“grazie Shin per avermi prestato la doccia…” mi guarda,sorridendo “cazzo,attento che ti arrestano se vai con uno così piccolo,sai??” si avvicina a noi,sorridendo in modo spavaldo.
Lo odio,è possibile??
“e tu chi sei?”chiedo con la mia faccia da schiaffi peggiore,come se potessi dettare legge in quella casa.in tutta risposta scoppia a ridere,facendomi una carezzina in faccia.
“è un amore,Shin,veramente…dove lo tenevi nascosto??” non capisco cosa ci trovi da ridere.
“saga dai smettila…hiro è un…vicino di casa di quando stavo con i miei…” io per lui sono solo questo??solo un vicino di casa di quando stava dai suoi??in effetti,ora che ci penso,ho sempre dato per scontato il fatto che per lui io fossi un amico,rendendomi conto solo adesso che mia sorella forse aveva ragione. Mi zittisco,facendo parlare i due.
Il ragazzo biondo mi guarda un altro po’ storcendo le labbra,credo che la risposta non gli sia piaciuto,è rimasto deluso quanto me quasi.
“sarà tora…”
Sarà tora??che diamine significa??non è che ha qualche rotella fuori posto questo losco figuro??
“amano sempai…forse ti disturbo,vado via??” dico prendendo i biscotti che gli ho fatto oggi al posto di andare a scuola tra le mani,giocando con la confezione.
“ma no,perché??tanto Sagachan è…oh,ma vi ho presentati?che sbadato…saga lui è hiroto…hirochan lui è Saga…suona con me,sai?” mi tira un’altra volta una guancia con due dita,facendomi arrossire. “ciao” bisbiglio,stringendo la mano intorno ad un lembo di felpa del mio sempai tontolone.
“ciao Hiro…” ci guarda da lontano e poi si volta,per prendere qualcosa da bere nel piccolo frigo microscopico situato proprio al posto di uno sportello,nell’angolo cottura.
“toh,bevete qualcosa,siete rossissimi in faccia,avete faticato per portare su tutte queste borse??” si siede sopra il piano cottura,è così magro che non fa neanche rumore la cucina vecchia.
Cerco di aprire la bottiglia di pocari sweet,ricordo che è la preferita di Amano. Non ci riesco e quindi viene subito in mio aiuto,come faceva quand’ero piccolo…ancora più piccolo.
“quanti anni hai hiro…??” continua a chiedere il ragazzo biondo,guardandomi.
“sono in terza media…”dico guardandolo a mia volta in modo interrogativo.
“è un piccoletto…vero??” il mio sempai sorride,mentre tira fuori dalla busta dei cibi precotti e dei ramen da riscaldare…guardo tutto con gli occhi sbarrati. Non rispondendo neanche a quello che mi viene detto.
“ma…sempai…mangi tutte queste cose??non è che ti ammali,vero??” alzo lo sguardo su di lui che diventa rosso e guarda da un’altra parte,verso il suo amico credo.
“non fa bene alla salute…hai bisogno di cucinare qualcosa di sano…se vuoi per stasera ti cucino io” propongo con grande innocenza,non volevo invitarmi,ci ho pensato solo dopo.
“oh,già proprio un mocciosino…EEHH??sai cucinare?” il ragazzo biondo salta giù dal mobiletto nella quale è appollaiato e mi prende per le spalle.
“si,hirotochan cucina da quando era alle elementari,sai?è bravo…però approfittarne così…mi sembra male…ecco…” divento rossissimo,i complimenti mi fanno sempre vergognare,soprattutto se a farli è un ragazzo bello come lui.
“ma no sempai,per te lo faccio più che volentieri…ah,ora che ci penso…”riprendo in mano la scatola con i biscotti e gliela metto in mano “questi sono per te…per il disturbo…se volete mangiarli…io intanto mi metto ai fornelli,ti va??”
Mentre gli passo la scatola sfioro la sua mano,sentendo il calore del suo corpo,vorrei abbracciarlo,stringerlo a me e dirgli che gli voglio bene e adesso che so tante cose sono pronto a donarmi a lui,sento anche un suo dito muoversi,come accarezzarmi la mano quando ad un tratto Saga si mette tra noi,annusando il contenitore.
“oddio,ma li hai fatti veramente tu?fanno un profumino…tora…aprili…muoio di fame.”
Vorrei gridargli dietro e dirgli che quelli sono proprietà privata,ma vedo che lui ubbidisce alla richiesta in un attimo,fissando i biscotti per un lungo istante e prendendone uno subito dopo saga.
Sento un mugolio provenire da entrambi.
“oddio,sono buoni veramente…non è che verresti più spesso da noi?eh?vorrei così tanto mangiare cose buone una volta ogni tanto visto che questo caprone non vuole imparare a cucinare.”
“scemo,non puoi certo chiedere una cosa del genere a hiro,lui deve studiare sodo,no??devi entrare in un liceo buono…”
Arrossisco credo,perché entrambi mi guardano increduli.
“ah…a me va benissimo cucinare per te…e anche per te si…cioè,per voi” mi giro,iniziando a guardami in giro per vedere gli ingredienti che ho a disposizione.
“ma sicuro hirochan??non vorrei che ti distraessi…” ma per fortuna dalla mia parte avevo un alleato fidato e inconsapevole.
“beh,vorrà dire che se proprio non vuoi fargli perdere tempo,lo aiuterai a fare i compiti,no?alla fine ci sono anche io disponibile,che forse è anche meglio se proprio vogliamo farlo andare in un buon liceo…” saga fa spalluccie dopo aver detto questo.
“sempai amano è bravissimo,imparerei tante cose anche con lui” lo dico senza pensarci,maledicendomi subito dopo,non ho la forza di guardarli,con la coda dell’occhio vedo solo saga rivolgere un sorrisino malizioso al mio sempai,ridacchiando sotto i baffi.
“scusate…” finisco di tagliare delle verdure e le metto in pentola. Non vedo l’ora di raccontare i risvolti ad ayachan…