
Capitolo 4-abbindolamento-
E così,grazie alla scusa della cucina,sono riuscito ad intrufolarmi a casa del sempai,senza passare per un inutile ficcanaso,le cose sono andate meglio del previsto.
Non mi pesa neanche studiare il triplo o di notte,pur di poter passare il pomeriggio con loro,ho abbandonato anche il club di musica,visto che comunque di veri musicisti,adesso che sto a contatto con delle persone più grandi,ne conosco di più…e più validi.
Così validi che ovviamente mi faccio dare lezioni da loro,tutto secondo i piani già…
Il mio insegnante di chitarra è Amano.
Non è un nome che suona dannatamente bene??
Noi andiamo d’accordissimo,anche se faccio casino o parlo a voce alta non mi sgrida e poi mi riempie di complimenti,dicendomi che divento ogni giorno più bravo con la chitarra,che ho buona memoria e velocità…e che forse riuscirò a superarlo,in quanto bravura,molto presto.
Anche se non è vero,perché lo riconosco senza troppi problemi,mi fa piacere,sentirgli dire quelle cose…mi piace anche quando suoniamo qualche canzone insieme,sembra che le noti si liberino in alto,oltre il tetto della casa o il cielo…sembra quasi che le note possano realizzare il mio sogno e farmi diventare un tutt’uno con il mio sempai,sorridente e gentile forse più di quello che ricordavo…più del dovuto…
Quanti passi avanti ho fatto con il mio sempai,da quando vengo in questa casa??zero ovviamente.
Perché?
Semplice…il motivo della mia impotenza nei suoi riguardi risponde al nome di Saga…
Sotto consiglio di Ayachan ho indagato,per vedere se loro due stanno insieme,anche se suppongo che Amanokun ami le donne…e l’unica notizia certa che ho avuto è stata da Shinji: “no pon,sagakun ha dovuto lasciare casa di fretta per uno sfratto e quindi lo ospito io per un po di tempo,fin quando non trova una casa nuova e un lavoro…dividiamo le spese”
“ovviamente dividono anche il letto” ha aggiunto ayachan con vocina sprezzante,mentre accendeva una sigaretta al mentolo,rubate dal pacchetto nuovo che ho comprato oggi,per la prima volta.
In realtà non ci ho mai pensato…al fatto che possano dividere anche il letto,ha un futon e non l’ho mai visto aperto,sono sempre andato via prima di sistemare la camera per la notte.
Vorrei saperlo,per curiosità…il mio rivale,in questo caso,è una persona sensuale,che sa il fatto suo…esperto,si…esperto,si vede anche ai miei occhi da moccioso.
Sigh…
Suono alla porta anche oggi,come tutti i giorni,al solito orario.
Le buste della spesa sono troppo grandi e credo di avere già i segni rossi sulle mani,oggi,con i soldi del lavoro part time dell’estate scorsa,sono riuscito a comprare un po’ di carne di manzo,per cucinare qualcosa di buono,visto che il mio sempai ha dato un esame.
Alla porta viene ad aprirmi saga,stranamente.
“uh,puntuale come sempre,moccioso…”mi tira una guancia,credo affettuosamente…e mi invita ad entrare…
Sagakun è l’unico motivo per cui ancora non sono riuscito a sedurre Amanosan.
Ogni volta che vorrei stare qualche minuto da solo con lui,appare con quel sorrisino malizioso/strafottente e il corpo mezzo nudo,distraendo il sempai,che si mette a parlare con lui.
Ogni volta che,anche se per sbaglio,mi azzardo ad avvicinarmi a lui e sfiorarlo,sussurrandogli qualcosa o che ne so,lo sento sghignazzare dietro la porta del bagno,tutto felice…e torakun,anche se si stava sciogliendo un po’,ritorna a comportarsi come sempre,rigido e tontolone.argh
Credo che impazzirò.
“…sera…” faccio un inchino cortese appena incrocio i suoi occhi,ma gli passo accanto,come un fulmine,guardandomi subito intorno,per vedere se trovo l’oggetto del mio amore…che non c’è.
“E’ inutile che lo cerchi,Tora è ancora fuori,mi ha chiamato…dice che stasera farà tardi…quindi devo pensarci io a te,sai?”
Anche ora sorride,chiudendosi la porta alle spalle e avvicinandosi a me,con passo felpato.
Ogni volta che c’è solo lui,in questa casa tutto sembra molto più silenzioso e rilassato…caldo oserei dire…in più fa spesso pulizia e l’aroma del caffè che prepara è talmente forte che si espande in tutto l’appartamento,quando lo si sente si capisce subito “saga è stato qui”.
“oh,se hai da fare però cucino e vado via,tranquillamente…” mi mette sempre a disagio stare con una persona che non conosco bene…poso le buste sul tavolo,guardando dentro e infilandogli quasi la testa per vedere se c’è tutto.
“ma no…fidati,sono bravo…certo,non sono il tuo SEMPAI ADORATO…” .
Gli tiro dietro un sacchetto con dentro un panino al latte con dei pezzi di cioccolato,ormai ho preso l’abitudine di comprarlo anche a lui…
“ah-ah-ah spiritoso” lo guardo male,sentendo le guancie andarmi a fuoco.
“beh,vado a sistemare i libri su cui studiavo…” si tocca il naso,vagamente in imbarazzo anche lui.
“oh si,fai con calma…”.
Sento i passi sul tatami,piedi scalzi come al solito,si sente dal rumorino sordo.
Lo sento canticchiare qualcosa ed è strano,di solito si vergogna sempre a farlo,dobbiamo pregarlo.
“sagakun…ti piace il sukiyaki??ho imparato oggi al club di economia domestica come farlo…e ho comprato le cose…” continuo a parlare,tanto perché non riesco a stare zitto,affetto le verdure,mentre l’acqua inizia a bollire in pentola.
“eeehh?veramente??” in un attimo me lo ritrovo dietro le spalle,che mi abbraccia e guarda cosa sto facendo.
“si…Amanokun ha dato l’esame oggi,no?volevo fargli qualcosa di buono…in questi giorni non mangia tantissimo…non voglio che si ammali”.
Sento un sospiro sul mio collo e subito dopo una scarica di bacini sulla guancia.
“è un po scemo quello…se fossi in lui mi comporterei diversamente,ti abbraccerei…e non potresti più scappare” ridacchia,rubandomi un pezzo di carota dal tagliere e mangiandola subito.
“ma a me…va bene anche così…” alzo le spalle,non so ancora se stanno insieme e non vorrei rovinare qualcosa,alla fine è vero quello che ho detto,anche se ci starei male,l’importante è avere il sempai vicino e poterlo vedere ogni giorno,come se fosse un iniezione di insulina per un diabetico.
Ah,come sono poetico,vero?
“non dovrebbe invece,sai?parli come se fossi un vecchietto…è il tuo primo amore,no?allora lotta per lui…per fargli capire che ti piace”.
Mi volto verso il proprietario di quella voce così sensuale,guardandolo allibito…cosa stava dicendo??
“sa-sagakun?”
“…lo sguardo di una persona innamorata si riconosce tra mille,sai?non devi mentire,non con me almeno…voglio bene a Tora ed è per questo che ti dico così…non vorrei che fosse l’altro a portarlo via da questo ambiente così bello che abbiamo creato…”
La sua voce è una vellutata carezza dentro le mie orecchie,sul mio cuore.
Un discorso lineare e semplice,non come quelli che fa di solito quando parliamo con Amano,però… però mi tocca dentro,forse è il tono?forse la sincerità del discorso che fa?
Forse è solo perché mi sono soffermato a guardare i suoi lineamenti mentre parlava e sembrava così bello…
Se non ci fosse il mio primo amore,sono sicuro che mi sarei innamorato di lui.
“…l’a…l’altro??”
Chiedo sconvolto,questa mi giunge nuova,completamente nuova,anche perché,come nel momento in cui si riceve uno schiaffo,ho avuto un flash…io ho la mente chiusa,per me oltre questa porta il mondo non va avanti…per la prima volta,dopo quella rivelazione,mi sono accorto che sicuramente non per tutti è così…che in realtà non conosco molto bene le persone che ho accanto,non so cosa amano,cosa odiano…chi sono i loro amici e quali sono le loro paure…non so niente,eppure mi credevo un loro grande amico…non so niente di loro,eppure loro sembrano sapere tutto di me,possibile che sia io a parlare sempre quando siamo insieme?
“Ah vero…non potevi saperlo…di Akiya…” fa un sospiro,portandosi un unghia alle labbra e mordicchiandolo,come faccio io quando sono nervoso.
“A-Akiya?” non mi diceva niente questo nome,non lo avevo mai sentito pronunciare dalla bocca del sempai…ed era la prima volta che lo sentivo dalla bocca di Saga.
“…è un compagno di corso di Tora…e il chitarrista del nostro gruppo…sembrano andare tanto d’accordo ultimamente…anche se non vorrei che si mischiasse con certa gente”
Non gli piace,ovvio che no…
Un rivale,vero e proprio stavolta,non come quando immaginavo che fosse saga…non è lui…è uno vero,che ha intenzioni vere a quanto pare.
Qualcuno con cui confrontarmi e perdere,sicuramente…perché chi sceglierebbe me,un moccioso senza esperienza,contro un ragazzo…chissà com’è.
“sa…sagakun…co-com’è?”
I miei occhi sono abbastanza preoccupati?riesci a leggerci dentro tutta l’angoscia di questo momento…è per questo che sei diventato così dolce?oppure quando sei solo fai vedere la tua vera natura?non lo so…non lo so veramente.
Saga mi guarda,dapprima preoccupato,poi con un sorrisino dolce si avvicina,per darmi un bacio sulla guancia,caldo “…sei molto più bello di quello…e poi sei puro ancora,questa cosa fa impazzire i ragazzi più grandi sai??” mi tocca una ciocca di capelli,per poi lasciarli andare pian piano,liberando un suo sorriso da panterone,ci risiamo,non riesce a stare serio per più di qualche minuto.
“sagakun…”
“è una troia quello…”
“ma per tora…?” lo chiamo così anche io,mi è scappato,di solito lo sento dire a lui,solamente.
“...” fa un sorrisino,tutto dolce a modo suo “non preoccuparti,io tifo per te ponchan…”
Dopo quella rivelazione,subito dopo aver finito di cucinare,si è aperta la porta,facendo entrare all’interno dell’appartamento la voce allegra del proprietario di casa che parla al telefono.
L’espressione del suo viso mi fa sperare in qualcosa di molto buono,visto il sorriso a 32 denti.
Chiude quasi subito,lasciando scivolare la tracolla che teneva su una spalla a terra e ci guarda.
“chiedetemi com’è andata,su…”
Ridacchiamo,io faccio due passi verso di lui…tutto felice mi sorride…mi guarda negli occhi,quindi sorride a me e a nessun’altro…vero?
“30 e lode…”
Quando finisce la frase mi trovo praticamente tra le sue braccia,con un balzo,pronto a festeggiare la sua gioia,la sua ricompensa per il duro lavoro svolto…ne approfitto forse?si…e chi se ne frega…sparisco praticamente tra le sue braccia,affondando il viso nel suo petto,sentendo il suo odore e non volendo più staccarmi da quel caldo,così invitante in questi giorni di fine autunno.
“wow…complimenti” saga fa un inchino come se fosse una donna ottocentesca della lontana europa,tutto idiota,mentre si avvicina ai fornelli per non disturbarci “mettetevi a tavola allora…prima che si fredda…”.
Il sempai non ha ancora slegato il nostro abbraccio anzi,sento stringere,forse per il freddo.
“si,sto morendo di fame…a pranzo non sono riuscito a mangiare nulla per la tensione”
Mi lamento un po’,perché non può mica rinunciare ad un pasto importante della giornata,è fondamentale anche per lo studio,lui mi zittisce con un bacio sulla fronte…così caldo…
Ci sediamo tutti e tre intorno il tavolino basso tipico delle case giapponesi e apro il coperchio,facendo uscire il profumo della carne cotta al punto giusto.
“oddio ma cos’è?” vedo gli occhioni castanoverdi del sempai sgranarsi e poi girarsi verso di me.
“stasera volevo prepararti qualcosa di buono,vista la situazione…” abbasso la testa,non voglio che sia un rimprovero,questo no.
“non è stato gentile Tora?eh?è un amore di ragazzo,dovresti ringraziarlo a dovere”.
E come una piccola magia,ricevo un bacino a fior di labbra dal sempai,troppo contento per il voto ottenuto per rendersi conto di quello che mi ha provocato,in un semplice gesto.
Il mio primo bacio…ma si può chiamare così??un semplice sfiorarsi di labbra…le labbra…le labbra del sempai…
Dio…