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OTANJOUBI OMEDETOU
CAPITOLO 11
15 DICEMBRE ORE 22:45
“Oggi ho incontrato Uruha”
Una frase buttata lì a mezz’aria tra una fetta di torta e una carezza. Sentivo di doverglielo dire, non so perché ma avevo il bisogno di dirlo a qualcuno, e Reita è una di quelle persone alle quali non posso nascondere niente.
“Ah si? Cosa ti ha detto?”
“Che si sta innamorando di me”
“Huououou… questa non è una cosa strana. Uruha si innamora almeno una decina di volte a settimana!”
“Si, lo so ma… mi è sembrato particolarmente serio stavolta… non so bene cosa pensare…”
“Non preoccuparti amore mio. Vedrai che per l’inizio dell’anno gli sarà passata. Ci chiederà scusa e io lo ricatterò come si deve! Ma questo è per la mia soddisfazione personale!”
Quanto ti amo quando riesci a tirarmi su il morale con così poco. Non so come tu faccia a farmi sorridere ogni volta. Sento come se un raggio di sole mi penetrasse dritto fino al cuore.
“Ti stavo cercando un regalo quando l’ho incontrato…”
“Un regalo?? *__* per me?? Ma che gentile cucciolino mio!!”
“Oh no! Non cominciare con i “cucciolino mio”! Ti prego!!”
Dovete sapere che quando Reita dice “cucciolino mio”, vuol dire che sta pensando qualcosa di incredibilmente stupido!
“Ma si cucciolino mio!! Cosa mi compri?? Eh eh??”
“Veramente non ho trovato nulla…”
“Ma come no?? Eppure alla concessionaria mi avevano detto che stavano per arrivare delle nuove Kawasaki…”
“V-vuoi che ti compri una moto?? Ma ne hai già una!!”
“Ma quella che mi regalerà il cucciolino mio sarà speciale! E faremo tanto tanto l’amore sulla moto nuova, vero cucciolino mio?”
“No! Niente cucciolino e niente moto!!”
“Ma…ma…”
“No!”
“Ma…”
“Ti ho detto di no! Se vuoi fare l’amore sulla moto lo facciamo su quella che hai gi…MA COSA MI FAI DIRE??”
Sento il viso infuocato e mollo la fetta di torta che avevo in mano, girandomi sulla sedia e dando le spalle a Reita nascondendomi il viso tra le mani.
“AHAHAHAHAHAHAHAHA…ti sei tradito da solo amore mio!! AHAHAHAH!”
“Ma è stata colpa tua che mi hai messo in bocca quelle parole! Io non volevo dirle!”
“In ogni caso…ora le hai dette! E un giorno di questi ti trascinerò in garage e metterò sulla moto!! Ti immagini che bello fare l’amore con il rombo di un motore in sottofondo?”
Si avvicina e me e comincia a baciarmi il collo, mordicchiandomi piano il lobo dell’orecchio e mandandomi i brividi lungo la schiena.
“Ma… lo facciamo comunque l’amore Reita… non è necessario il rumore del motore di sottofondo…”
Sembra non ascoltarmi e continua a baciarmi il collo e le guance fino a fermarsi sulle mie labbra.
“Sai di torta al cioccolato cucciolino mio!”
“L’ho appena mangiata, degno erede di Ryo Saeba!”
“Io non sono maniaco come lui”
“No, hai ragione! Sei peggio!”
Mi alzo dalla sedia, depositando un piccolo dolce bacio sulle labbra del mio ragazzo che ora mi sta guardando con un espressione da pesce lesso. Metto la torta in frigo e i piatti nel lavello, mi giro verso Reita che ha messo su un piccolo broncio e non resisto alla tentazione di andare verso di lui sorridendo, tornare ad abbracciarlo e lasciare dei piccoli baci su quelle labbra imbronciate, fino a quando non si sciolgono in un sorriso.
“Su ora andiamo a dormire mio tenero mokkori ambulante! Domani mattina abbiamo le prove e questa volta niente scherzi o lampi di genio per dormire di più ok??”
“mhn…ok…come vuoi tu…”
Mi fa tenerezza quando fa il bimbo rassegnato, non ci posso fare niente. Intreccio le dita con quelle della sua mano e andiamo in camera, coricandoci insieme sotto le coperte e addormentandoci l’uno nelle braccia dell’altro.
16 DICEMBRE ORE 8:20
Mi sveglio all’improvviso, non so bene il perché ma ho la vaga sensazione che non dovrei essere ancora qui.
Guardo l’orologio e mi accorgo che, come al solito per altro, siamo in ritardo per le prove.
Da quando stiamo insieme non ho più lo spirito del “guardiano della sala prove”, arrivo sempre in ritardo insieme a Reita.
“REITAAAAAAAAAAA!!!! NON HAI FATTO SUONARE LA SVEGLIA MALEDETTO!! ALZATI SIAMO IN RITARDISSIMO!!”
Apre un occhio di malavoglia e sembra guardare con poco interesse i numeri azzurri della sveglia.
“Ma sono solo 20 minuti”
“Una settimana di astinenza per ogni altro secondo che passi spalmato su quel materasso!! ALZATI!!”
Non faccio in tempo a finire la frase che già si è fiondato giù dal letto. Sa benissimo che quando dico una cosa la faccio, quindi non ha perso tempo.
Una volta, i primi tempi che stavamo insieme, siamo arrivati con un ora e mezza di ritardo. Per colpa di Reita ovviamente, che volendo restare a letto un po’ di più ha spostato indietro di ben due ore tutti gli orologi di casa. Quella mattina quando sono entrato in sala prove ho trovato Ruki appollaiato come al solito sul suo sgabello ma con una borsa del ghiaccio sulla testa, Uruha con i vestiti che sembravano mezzi strappati, spettinato e con vari segni di rossetto sulla maglia e sul collo, Aoi con due sigarette in bocca e delle occhiaie che avrebbero fatto invidia a Lerch degli Addams. Insomma un vero disastro!!
Spero che oggi non sia successo niente di catastrofico se no giuro che lo lascio in astinenza per tre mesi!! E tre mesi per Reita sono tanti eh! Per lui sono già tante due settimane, figurarsi dodici!!
Prendiamo la sua macchina e arriviamo in sala prove con 45 minuti di ritardo. Ruki sembra stare bene, Uruha non è stato violentato e Aoi non sembra essere preda di crisi epilettiche… meglio di così cosa posso sperare??
“Buongiorno ragazzi! Scusate il ritardo!”
3..2..1…TONF!
Ecco il solito suono della testa vuota del mio ragazzo che sbatte contro la porta!
Proverò a metterci un cartello o un segnale luminoso, magari entro la fine dell’anno prossimo potrebbe riuscire a schivare quella maledetta porta una o due volte!
Cominciamo le prove che si protraggono fino alla pausa pranzo. Esco sul balcone a fumarmi in pace una sigaretta mentre Reita è in corridoio che litiga con Ruki per un panino al prosciutto, con Aoi che passa beatamente in mezzo alla loro cagnare prendendo il suddetto panino, dargli un morso e poi sorridere stupidamente di fronte alle loro espressioni allibite.
Sento la porta aprirsi e chiudersi con un leggero fruscio.
“Tu non mangi?”
“No ora non ho fame”
Quando siamo da soli ho sempre paura che posso chiedermelo ancora, che possa rovinare ancora di più la nostra amicizia solo per un semplice istinto sessuale.
“Voglio parlarti Kai. È da tanto che non lo facciamo più.”
“Già. Chissà perché eh!”
“Non dare tutta la colpa a me! Sei tu quello che ha cominciato ad ignorarmi.”
“Ma sei tu che mi hai detto “Voglio il tuo corpo”. Mi sembra una reazione spontanea. Ora dimmi quello che devi e poi vai a mangiare che se aspetti ancora un po’ non penso troverai molto.”
“Tanto mi sono portato il pranzo.”
“Allora comincia. Ti ascolto.”
Spengo la sigaretta sul bordo del balcone e mi giro verso di lui, appoggiando i gomiti alla ringhiera e aspettando le sue parole.
“Penso che fare inutili giri di parole per arrivare a quello che voglio dire non sia necessario. Bene… io… ecco voglio dirti che mi dispiace per quello che ti ho detto. Non so se fossi preda dei fumi dell’alcool o qualcosa di simile, so solo che sono stato davvero uno stronzo a dirti quelle cose e per di più in presenza di Reita. Mi dispiace davvero Kai. So che ora non mi perdonerete tanto presto e sicuramente Reita vorrà picchiarmi o investirmi o impiccarmi o usarmi per lucidare la sua moto ma…”
“Ok ho capito, fratellino! Scuse accettate… basta che non mi guardi più con occhi famelici e siamo a posto ok?”
“Davvero? Mi perdoni così senza neanche punirmi un po’?”
“Non sei convincente così”
“Nononono, non punirmi in quel senso Kai!!”
“Ok ok, ho capito cosa vuoi dire! Bhe se proprio vuoi una punizione… in corridoio c’è una scimmia bionda che litiga con un'altra scimmia per una fetta di torta. Chiedi pure a lui. Ma non azzardarti mai più a dirmi una cosa simile o giuro che ti prendo a pugni!!”
“Sisisisi!! Prometto prometto!”
Mi guarda sorridendo e poi mi abbraccia. Sembra sincero dopotutto, magari era solo una cosa passeggera come ha detto Reita. Sento le sue labbra spostarsi sulla mia guancia e darmi un sonoro bacio, poi mi sussurra qualcosa all’orecchio.
“Però mi piaci comunque fratellone, ma non ho intenzione di interferire tra te e la tua scimmietta bionda.”
“Sarà meglio per te! Se no ti ritroverai una scimmia bionda parecchio incazzata che riga la tua macchina con un martello pneumatico.”
“Si vede che siete fatti per stare insieme! Siete subdoli tutti e due”
“Lo prendo come una benedizione!”
“Si, si…”
Torno in sala prove e vedo Reita buttato a pancia in giù sul divano con un espressione contrariata e Ruki sopra di lui, con un piede sopra la sua spalla a mò di conquistatore che sfodera una risata da dominatore del mondo tenendo in mano l’ultimo spiedino caramellato.
“E Ruki vinceeeeee!!!L’ultimo spiedino caramellato del mondo che decreta la salvezza dell’umanità è nelle sue maniiii!! Yeeeeeeee!”
…… devo dimezzargli le ore di cartoni animati… nuociono gravemente alla sua salute mentale e al mio autocontrollo.