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OTANJOUBI OMEDETOU
CAPITOLO 13
20 dicembre ore 14.00
È quasi Natale e i nostri intrepidi eroi sono… sono… bhè a lavoro e cercano in qualche modo di addobbare la PSC, riuscendo solo a fare sembrare Ruki un albero di Natale e legando Reita ad una colonna con dei festoni colorati di rosa. Aoi ridacchiava beato mentre, in bilico su una sedia, appendeva degli striscioni colorati alle finestre, Uruha stava puntando da almeno una buona mezz’ora i cesti regalo per i dipendenti, puntando di più le bottiglie al loro interno che i cesti in sé, Reita era ancora legato alla colonna e rischiava di mordere tutti quelli che gli passavano a tiro, semplicemente perché in astinenza da sigarette e cibo, Ruki si divertiva a ritagliare formine di carta, passandole poi a Kai che le incollava su dei foglietti Natalizi da spedire ad amici e parenti.
“Kaaaaaaaaaaaaaaiii…. Sono stufo di restare legato alla colonna….”
“Non ti lascio libero Reita. Saresti un disastro naturale.”
“E allora lasciami andare a casa!”
“No”
“…… Se proprio vuoi vedermi legato possiamo pensarci stanotte eh!”
“REITA!!”
“Ok, ok… sto zitto..”
Povero piccolo Reita! Costretto a restare legato ad una colonna mentre gli altri si davano da fare. Cerca almeno di scivolare sul pavimento per sedersi, restare in piedi stava diventando scomodo e le sue gambine storte cominciavano a lamentarsi. Ogni tanto da degli strattoni a quelle corde improvvisate e dopo l’ennesimo tentativo riesce a liberarsi. Si muove lentamente e senza che gli altri possano fare niente per fermarlo, sfreccia verso il bagno chiudendosi dentro e riuscendo finalmente a liberare il peso opprimente che lo soffocava… dicesi vescica piena! Si lava le mani ed esce dal bagno, trovandosi Kai, Uruha e Aoi che lo guardavano con le braccia incrociate sul petto e dietro di loro Ruki che saltellava per vedere la scena.
“Reita…”
“Kai… mi scappava!! Volevi che la facessi in studio? … non potevo nemmeno alzare la gamba come i cani!!”
“… bastava dirlo! Per un momento abbiamo pensato che stessi andando ad uccidere qualcuno!”
“bhe.. ma non è successo, no?”
“Mi farai diventare pazzo!”
Kai si batte una mano sulla fronte e prende Reita per un braccio riportandolo in studio.
“Se proprio devi restare libero, vedi di non combinare danni, ok?”
“Mi hai preso per Ruki?”
“No, ma almeno Ruki non va in giro a dar fastidio! … se riesci ad aspettare almeno un’altra ora poi andiamo a casa, d’accordo?”
“mmh, ci proverò!”
Kai annuisce sorridente e gli posa un piccolo bacio all’angolo della bocca. Torna a sedersi al tavolo e riprende a scrivere i biglietti natalizi, sotto lo sguardo già annoiato di Reita. Si sposta verso Aoi e Uruha vedendoli impegnati a selezionare gli addobbi per l’albero di Natale.
“Che fate ragazzi?”
“Le lasagne!... lo vedi che stiamo litigando per i colori no?”
“Siamo acidi oggi eh! Per che colori litigate?”
Si inginocchia davanti allo scatolone e sbircia all’interno vedendo solo due colori di addobbi: nero e viola.
“AOI!! Per la milleottocentocinquantaquattresima volta!! NON. PUOI. ADDOBBARE. UN. ALBERO. CON. LE. PALLINE. NERE!!!!!!!!!!! NON SIAMO AD UN FUNERALE!!”
“E per la milleottocentocinquantaciquesima volta….NON VOGLIO ADDOBBARE UN ALBERO DI VIOLA!! NON DEVE ANDARE A BATTERE IN GIRO!!!”
“E perché il viola sarebbe un colore da battona, di grazia??”
“Perché lo metti tu!”
“IO NON SONO UNA BATTONA, IDIOTA PIERCINGATO!!”
Reita si godeva la scena dal basso, nella sua posa da bullo del liceo, ridendo a crepapelle per i litigi dei suoi due amici. Striscia lontano senza farsi vedere e prende uno scatolone pieno di palline di plastica dorate e blu, con qualche festone argentato.
“E se mettiamo queste?”
Aoi e Uruha si girano di scatto fissandolo con le fiamme negli occhi e sembra che lo stiano per mandare a quel paese, quando invece gli strappano lo scatolone dalle mani e lo aprono. I loro lineamenti sembrano distendersi all’istante guardando il contenuto, guardandosi negli occhi come se stessero prendendo in considerazione l’idea di Reita. Ad un tratto entrambi mollano lo scatolone per terra e si gettano al collo di Reita, ringraziandolo e riempiendogli le guance di baci.
“GNAAAA!! GRAZIE REICHAN!! Non so come avremmo fatto senza di te!”
Parlano all’unisono e si muovono quasi nello stesso modo.. Reita si sta chiedendo per quale assurdo motivo quei due non si siano ancora messi insieme! Sembrano marito e moglie…
E qui il cervellino di Reita si perse in un trip di immagini su Aoi maritino e Uruha mogliettina e anche su una possibile inversione di ruoli, col risultato di rotolare per terra dal ridere sotto gli sguardi increduli dei suoi compagni.
Kai si alza dal tavolo e gli accarezza una spalla mossa dalle risate, attirando la sua attenzione.
“Reita… amore mio… t-tutto bene?”
“AHAHAHAHAHAHAHAHHA… SI SI….AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA…”
Ride ancora un po’ destando preoccupazioni a Kai e agli altri, poi si calma e si siede sul tavolo, controllando Aoi e Uruha che addobbavano l’albero senza più liti violente, se non qualche incomprensione su come appendere le palline e su come sistemare i festoni.
Sentì la mano di Kai sul braccio e si girò, vedendo il suo volto sorridente.
“Andiamo a casa Reichan?”
“Si, sono stufo di stare qui? Per Ruki ci hai già pensato?”
“Si, lo riporta a casa il manager. Andiamo.”
Salutano gli altri due, che a malapena se ne accorgono ed escono dalla PSC, prendendo la macchina di Reita e tornando a casa loro in pochi minuti.
“GNAAAAAAAAAA… Sono stanco! Hai voglia di fare un bagno con me?”
Reita si tirava la pelle con la grazia di un orango mentre parlava con Kai che lo guardava sorridente.
“Si, è da tanto che non facciamo il bagno insieme io e te..”
Ha una nota di malizia nella voce, ma la nasconde sotto un sorrisetto dolce. Lo prende per mano e entrano nel bagno, senza nemmeno preoccuparsi di prendere dei vestiti puliti… Kai ne ha voglia a quanto pare!! Si spogliano nella piccola anticamera che precede il bagno e si chiudono la porta alle spalle, riempiendo la vasca idromassaggio e immergendosi entrambi fino alle spalle. Kai si avvicina a Reita e gli allaccia le braccia dietro il collo, baciandolo dolcemente.
“Sai… è un po’ che volevo chiederti una cosa…”
“Cosa?”
Reita ha un aria sognante e vagamente stupida, ma dopotutto quando è tra le braccia di Kai questa è la sua espressione standard.
“… hai voglia di fare cambio?... io sopra e tu sotto..sai.. tanto per cambiare ogni tanto..”
All’inizio sembra non capire, poi la sua espressione diventa quasi terrorizzata.
“K-Kai… amore mio dolce… non so se hai notato… di quello di cui ti ha dotato madre natura!! Vuoi che non riesca a sedermi per una settimana?? È Ruki quello che ha sempre le chiappe che bruciano, non io!!”
Kai scoppia in una fragorosa risata e lo abbraccia, stampandogli un grosso bacio nell’incavo tra la spalla e il collo.
“Cercherei in ogni modo di non farti male amore mio… te lo prometto!”
Sembra non essere convinto fino in fondo, ma lo abbraccia e nasconde il viso sulla sua spalla.
“V-va bene… proviamo.”