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OTANJOUBI OMEDETOU

CAPITOLO 4
Ti sei girato verso di me e mi guardi con espressione stralunata, si perché io sono ancora disteso sul letto con la stessa espressione idiota di poco fa.
Ma quando la persona che popola i tuoi sogni in cosplay, e non chiedetemi perché proprio in cosplay, ti ha appena dato un flebile assaggio delle sue labbra e poi ti ha lasciato li come una carcassa vuota… insomma, è anche lecito avere un espressione idiota no?
“Hai intenzione di restare sul letto ancora tanto?”
“Eh? Ah… si…”
“Si?”
“No! Intendevo che ora mi alzo!”
Ti copri la bocca con il dorso della mano mentre ridi, senti la mancanza della bandana o non vuoi far vedere che hai i denti storti? Tanto lo so che li hai.
Mi guardi e ridacchi ancora. Non è che mi dovrò tenere questa espressione per il resto della vita vero?
“Reita, perché mi hai…”
“Milleuno modi per fare fanservice! Mi stavo esercitando!”
Giuro di non aver mai sentito una stupidaggine più grossa di questa!
Scoppio a ridere e non riesco a fermare le lacrime che dopo un po’ escono dai miei occhi. Tu sei li che mi guardi, toccandoti i capelli con un gesto imbarazzato e poi cominci a ridere anche tu. Riesco a rivolgerti la parola dopo un bel po’ di risa selvagge e tante lacrime.
“Reita… ma non ci sono fan!”
“Bhè, dovrò pur imparare no?”
Ti avvicini ancora, con due passi sei di nuovo con il viso davanti al mio e mi guardi con il sorriso malizioso di prima. Credo che anche la mia espressione sia tornata come prima, ma non ho il tempo di pensarci perché sento le tue mani bloccarmi i polsi dietro la schiena e delle labbra soffici che si posano sulle mie, bloccando sul nascere la frase che stavo per cominciare.
È in questi casi che ringrazio di essere un batterista! Mollo il cellulare che cade sul tappeto con un tonfo sordo, e riesco a liberarmi dalla tua stretta. Ti abbraccio forte la vita e schiudo le labbra, cominciando a forzare l’entrata della tua bocca con la lingua.
Ora come ora non mi importa se non ci sono fan. Anzi meglio se non ci sono! Così sei tutto per me. Voglio tutto di te. Voglio che la tua voce mi ripeta all’infinito che sono solo tuo, con quella nota di gelosia che hai sempre quando parli delle cose che ti appartengono, voglio le tue braccia solo per me, ho bisogno di sentire i muscoli forti delle tue braccia che si stringono attorno al mio corpo, voglio sentire il tuo profumo, ma non solo annusarlo dalla tua pelle, voglio sentirlo addosso a me, voglio che si mischi con il mio, come se fossimo sempre una cosa sola, e infine… voglio il tuo sguardo, questo sguardo malizioso e dolce allo stesso tempo, questo sguardo che ammalia e cattura tutto, che incatena centinaia di persone e non ne lascia libera nemmeno una.
Ti spingo indietro e finiamo addosso all’armadio che scricchiola come se si lamentasse del peso. Lascio andare le tue mani, che prontamente vanno sulla mia schiena accarezzandola dalla vita in su attraverso la stoffa sottile della maglia. Intanto le nostre lingue continuano a duellare senza sosta nelle nostre bocche, cercandosi e lasciandosi velocemente.
Ad un certo punto però i polmoni cominciano a farmi male, non sono un campione di apnea! Lascio a malincuore le tue labbra e ti guardo negli occhi, hai un espressione quasi stupita, ecco lo sapevo che non dovevo lasciarmi andare!!
Mi allontano velocemente, pestando il cellulare sul tappeto e portandomi una mano alla bocca.
“S-scusami Reita!! Io…non…”
“Allora ci hai mentito per tutti questi anni!! E io che pensavo che eri un tipo timidino timidino che non prendeva mai l’iniziativa!! Ah però, il nostro Kai-chan! Hai capito?”
“R-Reita…stai bene?”
“Ma non so se un fanservice così sarebbe una belle cosa! Le fan non sono abituate e una cosa così provocatoria subito potrebbe farle infoiare troppo!!”
“Perché, hai intenzione di baciarmi sul palco??”
“No, ma se serve ti bacerò dietro il palco, nei backstege, sul tourbus, nei bagni della PSC, nelle camere d’albergo, negli ascensori e, perché no? Anche a casa tua!”
Ok, tu vuoi la mia morte! Almeno potrò smettere di immaginarti in cosplay… no basta! Ora te lo dico! Tanto ormai la faccia l’ho già persa!
“Reita, l’altra notte ti ho sognato,sai?”
Lo dico mentre mi siedo sul bordo del letto e ti guardo mentre ti accendi una sigaretta.
“Davvero? E che facevo?”
“Bhè, eri…non uccidemi ok? Queste cose è il mio subconscio che le decide non io!! Bhè, eri vestito da renna da Babbo Natale! Avevi il cerchietto con le corna e una specie di tutina marrone con la pancia più chiara e al collo un collarino rosso con un campanellino dorato! C’era una torta di compleanno enorme piena di panna e tu ci stavi mettendo sopra le candeline per me!!”
Alzo gli occhi imbarazzato e noto che la tua espressione è alquanto stupita!
“I-io una renna?? E con un collarino rosso???”
“S-si…”
“Kai, tesoro mio, tu hai bisogno di un buon analista!!”
“Meheheheheh.. lo pensi davvero?”
“No, mi fa piacere che tu mi abbia sognato! Se i cosplay ti eccitano non ho niente in contrario!!”
“Ma..ma..REITAAAAAAA!!!”
Sono rosso, fino alle dita dei piedi, me lo sento!