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“Ruki…devo fare un regalo di compleanno a Reita e ho bisogno del tuo aiuto…”
Non ricordo quasi più perché ogni volta che sono vicino casa di Kai preferisco venire a dormire da lui piuttosto che tornare a nella mia umile dimora…forse perché,essendo il leader,è saggio e beve poco e la mattina,quando mi sveglio,mi fa trovare l’acqua calda nella vasca e la colazione pronta.
In più Reita si fida di lui,basta che gli mando un sms con su scritto che dormo da Kai e lui mi chiama,allegro…non ha il tono geloso di quando sto da Uruha…e la mattina dopo,dopo essermi nutrito,lavato e vestito con gli abiti troppo larghi di Kai,mi viene a prendere in macchina.
Perché non vuole farmi tornare a casa da solo e adora vedermi ancora rimbambito dall’alcool ,si ferma in quella pasticceria che adoro tanto,facendo un giro pazzesco,per comprarmi un dolcetto…
Da quando sono in questo gruppo,devo ammettere,che mi sento più viziato e coccolato che in tutta la mia vita,non che mi dispiaccia,anzi…sono talmente felice…e amato.
“Kacchan…ma che ore sono?”
“sono già le 4 del pomeriggio…Reita mi ha chiamato,dice che viene a prenderti tra un oretta…quindi alzati”
Mi stringo al cuscino,poggiandogli la gamba di sopra per poterlo afferrare meglio,morderlo e inglobarlo a me,non mi va di alzarmi,ho ancora un mal di testa bestiale.
Ho ancora voglia di dormire,stavo facendo un sogno magnifico,non mi sembra giusto interromperlo,per una volta in cui tutto andava bene.
Le tende bianche di questa camera si alzano con un soffio di vento,caldo data la stagione.
Finalmente l’estate è alle porte ed è proprio questo il periodo dell’anno che più adoro,si riesce a dormire benissimo e con la scusa del compleanno di Reita e del fatto che festeggeremo il nostro primo anno “ufficialmente” insieme,la casa di produzione ci ha concesso qualche giorno di vacanza…
Andremo al mare,me lo ha promesso lui,faremo un salto alle Hawaii…per fare l’amore in spiaggia,di notte.
Mi sento così stupido,ad emozionarmi pensando a queste cose…sento già l’ebrezza marina accarezzarmi la pelle nuda,nella nostra camera d’albergo,proprio come fa questa tenda adesso,leggera e calda,sulle mie gambe nude e il pantaloncino corto corto,nascosto per giunta dalla maglia lunga.
Una carezza gentile,languida…e immagino che non ci sia nessuno,se non io e il vento…che entrando in questa stanza, si trasforma in una creatura poco concreta con i lineamenti di Reita…e mi sfiora i fianchi con gentilezza,salendo su per i fianchi,la vita...facendosi sempre più calda e intensa…
La gentilezza che non sento quando il mio sogno,non ad occhi aperti,viene interrotto da due braccia forti e apparentemente allenate a fare sollevamento pesi.
Due braccia che mi lambiscono i fianchi,focose come quelle di un amante,e mi fanno aprire gli occhi…ti prego Kai,altri cinque minuti…c’ero quasi e il mio sogno finiva nel modo tanto atteso.
“Kai…Kai…Kai ti prego!”
Il mio tono,quello che uso per far intenerire Reita,quando gli occhioni dolci non bastano per far realizzare ogni mio capriccio,non sembra fare effetto sulla mia sveglia umana.
Che mi fa lasciare le braccia di morfeo,linde e accoglienti,per stritolarmi in un abbraccio da orso,con un corpo così robusto rispetto al mio,che non si scalfisce neanche se scalcio come i mocciosi…
“Ruki…è una cosa importante…dammi una mano e poi ti lascio dormire tutto il tempo che vuoi,giuro”
Non posso fare altro che accettare questa proposta,per il bene della mia pace futura,ovviamente.
Mi lascio trascinare via da quella presa decisa,con i piedi che dondolano ad ogni passo.
Un profumo dolce proviene dalle mani lunghe del batterista e qualche residuo di zucchero e farina mi fa capire che sta cucinando qualcosa…come al solito quindi.
Mi viene sempre da sorridere,quando penso che un uomo come lui dedica tante attenzioni ad una cosa come il cibo,strano,visto che è talmente magro da raggiungere quasi i livelli di Reita…se non fosse per la muscolatura da batterista…forse…da quando lui ed Aoi passano più tempo insieme,chiusi in palestra,quasi non li riconosco più…
Prima,anche se la differenza d’altezza era la stessa,Kai non sarebbe mai riuscito a portarmi in braccio con tutta questa facilità…invece adesso,cammina come se avesse un micino in braccio.
Vengo poggiato su uno sgabello,tirato verso di me con un piede,proprio di fronte quello che sembra un campo di battaglia,pieno di piatti già pronti.
Un piccolo paradiso che cerco di raggiungere con una mano che pregusta già il cibo.
“eh no rucchan…non ancora…questo è la cena di compleanno di Reita,non il tuo spuntino…devi aspettare stasera”
“eh?e mi hai fatto svegliare solo per mostrarmelo?”
Metto il broncio,imperterrito,si commuoverà prima o poi,no?
Non era,anche lui,quello che mi adorava e che non mi avrebbe mai fatto del male?
Come può rifiutarsi di darmi del cibo,dopo l’avermi svegliato all’alba.
“no,in realtà…sai che Reita non ama quello che cucino io,no?in più non ama neanche i dolci…”
“e con questo?si…lo sappiamo…”
Non mi piace tanto quando tocca quest’argomento,anche se appartiene al passato ancora mi brucia,quando Kai si era preso una cotta evidente per Reita e tentava di prenderlo alla gola…cosa che non è mai andata a buon fine,per motivi di gusti diversi…e poi sono rientrato io in scena,prendendomi quello che mi aspettava di diritto,per anzianità…
“ho bisogno di te per questo…ho bisogno dell’ingrediente segreto per far piacere il mio cibo a Reita…”
Uno sguardo malizioso,mentre un dito sottile mi accarezza il viso.
Mi sento di nuovo sollevato dallo sgabello,non oso neanche protestare,sarebbe solo fatica sprecata e in più inutile,perché tanto il leader sa sempre come convincere tutti…mi dissero.
Il tavolo che ho di fronte adesso è pieno di farina,zucchero e gusci di uova rotte,dei recipienti sporchi di latte e un odore dolciastro di vaniglia,lo stesso che ho sentito provenire dal corpo di Kai.
Non capisco come mai si dia tanto da fare,anche se devo ammettere che,ricevere una cosa fatta a mano,è una sensazione bellissima.
“mi aiuti,vero rucchan??ti ho preparato anche i bon bon per dopo,così ti riprendi”
“Kai…non so cosa pensi,ma io non cucino mai per Reita,non so quali sono gli ingredienti che gli piacciono…oltre le fragole,ovviamente”.
“quelle le ho prese già…ma c’è un’altra cosa,di dolce, che ama Reita…”
“ah si??e cosa sarebbe?’”
Mi incupisco,lo percepisco dalla piega che ha assunto il mio sopracciglio destro.
So di comportarmi come un bambino e loro non possono lamentarsi,dopo avermi viziato fino a questo punto.
In realtà,l’unica cosa di cui adesso ho paura,è del fatto che Kai conosce i gusti di Reita meglio di me…e non voglio,il mio orgoglio non può accettarlo,anche se è una cosa banale e di poca importanza. beh,ai miei occhi è gigante…è insormontabile.
I punti segreti del mio uomo,devo conoscerli solo io.
“sei tu,stupido”.
Il mio cuore fa un salto,sentendo la risata stupidina del mio interlocutore,dopo aver visto la mia espressione,che grazie a dio non avrò mai il piacere di vedere.
Con passi calmi si avvia intorno al tavolo,prendendo una scodella con dentro qualche strana diavoleria ancora non cotta e quindi non commestibile…cosa poco attraente per me.
Movimenti silenziosi e leggiadri,che stonano con il suo corpo,che lo portano dietro di me,poggiandomi il contenitore in mano.
“reggilo per favore…io devo occuparmi dell’ingrediente…”
“ma…ma cosa?”
Le sue mani armeggiano con i pochi vestiti che indosso,alzandoli per poter avere libero accesso alla pelle,toccando proprio gli stessi punti che venivano stimolati nel sogno.
Stringo le dita intorno il vetro freddo,per aggrapparmi a qualcosa?
Possibile che sia impazzito completamente?
“no Kai…fermati…cosa fai”
“Ruki…ti fa male,vero?anche se fai tanto l’indifferente,essere in queste condizioni non dev’essere affatto piacevole,visto che non hai intenzione di soddisfarlo prima della colazione,vero?”
“…lasciami…”
“…stavi facendo un bel sogno prima? perché non me lo racconti?”
La sua mano scivola indisturbata,come un serpente tra le frasche,entra dentro il pantaloncino bianco e sottile,trovando subito la meta,visto che l’intimo non è presente per fornire un’altra debole resistenza a quelle attenzioni….così diverse da quelle che ricevo di solito.
Ogni mio piccolo no viene ignorato,ogni tentativo di allontanarlo fallisce,le mie mani. amiche da tanto tempo,mi tradiscono così,restando immobili sulla superficie fredda che rimanda indietro la mia immagine,stupita…arrossata…
Da quanto tempo è che ansimo senza accorgermene?
Eppure non voglio,io lo amo veramente Reita…non…non…
“Ruki…mi servi veramente…dopo questo,tornerà tutto come prima…tu da Reita e io da Aoi…in realtà neanche io vorrei,ma facciamolo per il regalo a Reita…la torta più buona che abbia mai mangiato…”
Una voce poco rassicurante,dritta nel mio orecchio,violato da un gemito che non appartiene al mio ragazzo,da dei denti che usurpano la carne rosea,assaggiandone la consistenza…tornando ad assaggiarla per poter capire se il sapore è buono o meno.
Ottimo,in base al sospiro caldo che ricevo in cambio.
Mentre le dita scendono piano,toccandomi mille parti sensibili con maestria.
Pensavo che Kai non fosse così esperto,per via degli anni da bravo ragazzino che ha trascorso,lontano dai festini notturni nei pub o nelle feste private.
Poi un attimo di lucidità,intenso,quasi concreto tanto forte si è palesato ai miei occhi. punto le mani sul tavolo,spingendo il suo corpo lontano dal mio.
“Kai...non voglio...”
un mugolio insensato,riesco a capire anche perché il suo corpo reagisce alla mia voce,al mio modo di fare...ti supplico qualcosa che non vorrei con la testa e con il cuore,ma la parte decisiva nell'uomo risiede nel corpo,quello che cede ad ogni minima carezza...ed è quello che mi sta massaggiando così bene,per farmi rilassare...
“sarò delicato...non vorrei mai farti del male”
in effetti ogni sua piccola carezza non fa altro che farmene desiderare altre ancora,ogni sua piccola perversione,ogni movenza...una sua mano possente che blocca i miei polsi,dopo avermi fatto tendere le braccia lungo il tavolo,tra i residui e i tegami ancora sporchi dei vari impasti cucinati dal mio aguzzino.
Il mio viso poggiato contro la farina bianca,riesco a sentire l'odore leggermente vanigliato...immagino la sottile polvere intrecciarsi con i miei capelli biondi,dandogli sfumature opache...
ancora una volta Ruki,apri gli occhi e digli di no,allontanalo,digli che questo corpo appartiene ormai al tuo uomo e nessuno puo cercare di portarglielo via.
E ad un tratto le sue dita,lievemente pressate dentro la mia apertura,trovano facilmente spazio tra la mia carne,scivolose e umide...
“Kai...cosa??”
non siamo in camera sua,dove ho scovato più volte lubrificanti ed oli alla frutta commestibili.
Apro gli occhi e vedo la sua unica mano libera armeggiare con un panetto di burro morbido,affondargli le dita dentro,prendendo una buona quantità di materiale,facendo sparire dalla mia visuale,ritirando la mano e facendola sentire,subito dopo,tra le mie natiche.
Trovando resistenza da parte mia e facendola cedere con un movimento abile,con le dita impertinenti,stuzzicandomi la pelle quanto basta per cedere un attimo,con un gemito,e ritrovarmelo dentro del tutto,che lavora il mio dolore,rendendolo piacevole.
“sai Ruki...di norma,per non lasciare che la torta si attacchi ai bordi della teglia,la si imburra...così dopo la cottura,quando il dolce è caldo abbastanza,il burro si scioglie completamente,lasciando la torta intatta,così quando la capovolgi....”
non riesco a ribadire niente di concreto,neanche una scusa,le mie orecchie captano la voce roca e sensuale,che spiega questo semplice passaggio per preparare un dolce...un dolce...me,forse.
Poi accade,le due dita,capaci con le loro attenzioni di allargarmi,farmi cedere ad ogni strana diavoleria avesse in testa Kai,cedono il posto a qualcosa di ben diverso,caldo.
Come un fuoco strano,partirmi dalle pareti troppo sensibili del mio corpo,che si stringono intorno a lui,che sembra così infinito,che mi apre con decisione,in una sola spinta interza,senza interruzione,fino in fondo...facendomi gemere al contatto del suo bacino contro il mio sedere.
Sottomesso ed inerme,è come riesce a farmi sentire questo gesto così virile,maschio...eppure di solito sono io a dominare su Reita,obbligandolo con gli occhi dolci a farmi le cose che preferisco.
Perché dovrebbe piacermi farlo così?
Perché riesco a trovare eccitante anche il suo modo roco di gemere mentre si muove dentro di me con rapide spinte,bloccandosi quando arriva fino in fondo,ancora...
e mi odio,odio la mia schiena che si inarca,i miei piedi che si alzano,offrendogli maggiore comfort.
“da bravo Ruki...apri le gambe così...a compasso...”
mi parla come se fossi un bambino o forse in modo dolce,le carezze nel mio interno coscia per farmi esaudire la sua richiesta,sono decise,graffiandomi la carne senza lasciare tracce del suo passaggio...un amante perfetto.
“...no...anf”
“se dici così è ancora più eccitante,sai?”
non riesco a vederlo in viso,eppure percepisco quella risatina che tanto ci ha fatto abbassare la guardia nei suoi confronti.
Ridi di me,vero?per favore fallo...hai tutta il diritto di farlo.
Eppure dopo quell'attimo torna normale,non mi prende in giro,si limita a mordicchiarmi il lobo dell'orecchio,restando in silenzio a godersi i miei gemiti liberarsi nell'aria come una melodia,unendosi ai suoi.
La sua voce che smette di dirmi parole dolci per farmi rilassare,adesso è impegnata come me ad esprimere tutta la soddisfazione di quei movimenti.
Quel gesto ormai indispensabile,che non si può più fermare,i corpi caldi e sudati,i muscoli tesi e indolenziti...quelle sensazioni che escono fuori solo quando si fa sesso.
“vieni qui Ruki”
lo sento uscire fuori da me,lasciandomi gemere di frustrazione. Si siede sullo sgabello dov'ero prima seduto io,attirandomi sopra di se.
Mi lascio manovrare da lui,come meglio crede,aiutandolo solo a far entrare di nuovo il suo sesso umido dentro di me,impalandomi solo per metà della sua lunghezza,per pochi attimi,mi era mancata quella sensazione di pienezza...
“poggiati qui...da bravo”
il suo petto premuto contro la mia schiena,il mio respiro affannato contro il suo collo,mentre poggio la testa,stanca,contro la sua spalla così grande,accogliente..
.
deve piacergli molto perché non riesce a resistere,afferra i miei fianchi con entrambe le mani,spingendolo contro il suo bacino,che si alza automaticamente verso il calore.
Entrandomi tutto dentro,per la seconda volta io,mi ritrovo a sgranare gli occhi,tendere le gambe,irrigidirmi,la punta del mio sesso bagnata...sentire il richiamo di qualcosa di violento.
“ti piace rucchan?”
un morsicino sul collo,seguito da una serie di baci casti.
Una mano che si diverte a tintillare il piercing al capezzolo,turgido e piccolo e l'altra si prende cura della mia erezione,ormai gonfia e rossa.
Si che mi piace maledizione ma non voglio dirlo...non voglio darti questa soddisfazione.
Non mi sentirai mai gridare il tuo nome e i miei gemiti poco prima dell'orgasmo li fermerò anche a costo di farmi sanguinare le labbra.
“io credo di impazzire”
ancora la sua risatina,sento il suo volto nascondersi dietro la mia testa,tra i capelli,giusto per mordere il collo all'altezza dell'attaccatura dei capelli.
Salto in aria,si vede,un gesto involontario,uno dei miei punti “speciali”,che solo Reita conosce.
E mi ritrovo ad arrendermi,lasciandomi guidare per l'ennesima volta in quella danza senza fine,aiutandolo con i movimenti.
“Kai...Kai...”
“Ruki...stringiti di più...”
riapro gli occhi,scoprendomi a piangere,dal piacere o dal senso di colpa,non so bene quale dei due prevalga,la camera ruota intorno a me e il mio amante,smette di darmi il tormento nel petto per afferrare un contenitore,con dentro un impasto color crema,non capisco la sua utilità,ma in questo momento ho ben altro in testa...
l'orgasmo mi coglie alla sprovvista,un brivido viscerale,così forte da farmi gridare con tutto il fiato che ho nei polmoni.
Svuotarmi tra quelle dita strette intorno la mia erezione,fatta poggiare appena sopra la superficie del composto.
“Kai ma cosa...?”
vedo le goccioline bianco madreperla del mio seme galleggiare appena insieme agli altri ingredienti e le labbra di Kai che,con un sorrisino dolce,mi baciano le guance rosse.
“grazie Ruki...volevo questo...adesso anche l'ingrediente speciale per la torta di Reita è pronto...”