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Capitolo 2

“Spogliati. Adesso, davanti a me”
Mi irrigidisco per un attimo nel sentire quel tuo tono deciso, rude, profondo e così tremendamente sexy.
“Eccitami”
Mi dici ancora, stavolta sussurri e mi sento sciogliere dentro da un intenso calore che mi assale. Mi chiedo come fai ad eccitarmi al solo sentirti parlare. Sei un demonio. Un demonio bellissimo che mi sta punendo e si lecca le labbra mentre mi fissa, mentre mi accarezza con lo sguardo e mi brama.
Mi fai arrossire e non posso impedirmelo, è tanto, troppo il tuo potere su di me.
Lentamente mi sfilo la giacca e inizio a sbottonarmi la camicia bianca che indosso. Non ti guardo ma sento i tuoi occhi che mi fissano, mi imbarazza e mi eccita. E questo lo sai benissimo.
“Perché arrossisci Taka?”
Ecco, lo sapevo che l’avresti chiesto e distolgo il viso non riuscendo a risponderti, quando fai così, quando mi tratti come se fossi il tuo schiavo, la tua preda, mi sento in balia di te e del tuo potere.
“Rispondimi e guardami mentre ti spogli”
Il tuo tono mi fa sobbalzare di nuovo e mi costringo ad incontrare i tuoi occhi, così neri e così persi nella libidine.
“perché..i tuoi occhi..me li sento addosso..”
Rispondo con un filo di voce lasciando cadere a terra la stoffa leggera della camicia dopo aver sciolto anche l’ultimo bottone. Continuo a sostenere il tuo sguardo penetrante mentre mi libero a stento della cinta dei jeans, le mie mani tremano troppo per riuscire a muoverle normalmente. Anche slacciare uno per uno i bottoni dei jeans non è affatto semplice soprattutto perché non la smetti di leccarti le labbra e guardarmi così, famelico, come se fossi la tua preda.
Il cuore mi batte veloce nel petto, il respiro è sempre più affannoso e mi costringe a restare con le labbra socchiuse. Nonostante tu non mi stia toccando mi sento un fuoco dentro. Sono i tuoi occhi, dannazione. Mi stordisci.
Sospiro piano e continuo a spogliarmi dei vestiti rimasti. Abbasso il viso quando rimango nudo davanti a te e sento le mie guance scaldarsi per l’imbarazzo. Non riuscirò mai ad abituarmi al tuo sguardo possessivo, bramoso. Anche se non ti guardo, lo sento che mi stai accarezzando con gli occhi, è come se la mia pelle si scaldasse al passaggio dei tuoi occhi neri.
All’improvviso, senza dire una parola, ti alzi e ti metti dietro di me. Sento il tuo fiato sul collo provocarmi brividi lungo la schiena.
“Che..Che fai?”
Non mi rispondi. Ma sorridi. Lo sento perché fa un piccolo sbuffo col fiato. No, forse stai ghignando.
Non vedo più nulla ora. Mi hai bendato con la tua fascia, quella che porti sempre sul viso. Ora lo so che stavi ghignando.
Ho quasi paura di quello che ti frulla nella testa, sei imprevedibile. Sento l’istinto irrefrenabile di coprirmi, di accucciarmi per non dover sostenere ancora i tuoi occhi addosso, per non dover sentire ancora le tue mani che mi sfiorano la schiena inaspettate e leggere come piume.
Ma non mi permetti di farlo perché mi prendi la mano e mi avvicini al divano mentre ti siedi di nuovo su di esso, di fronte a me.

Ti eccita tutto questo. Lo so. Lo vedo da come tremi, da come tenti di nascondere la tua erezione, da come sobbalzi appena nell’attimo in cui ti sfioro.
Mi mordo il labbro. Ti vorrei adesso. Subito. Vorrei prende questo tuo culetto perfetto, sentirlo bollente solo per me. Ma mi trattengo. È ancora troppo presto.
Mi siedo di nuovo sul divano e ti conduco davanti a me, tenendoti la mano. Mi appoggio allo schienale e mi lecco le labbra. Sei una visione così, nudo ed eccitato, bendato e tremante, di fronte a me. Inerme.
“succhiamelo”
Te lo ordino e sorrido nel vederti sobbalzare appena al suono inaspettato della mia voce roca per l’eccitazione.
Ti seguo con lo sguardo mentre ti inginocchi davanti a me e protendi le mani alla ricerca dei bottoni dei miei jeans.
Dio! Che spettacolo!
Mi strappi un mugolio quando mi sfiori l’erezione per liberarla dalla stoffa e di nuvo mi trattengo dal prenderti e sbatterti a terra seduta stante.
Respiro profondamente per calmarmi un po’, per non venirti subito in bocca mentre sento le tue labbra calde e bagnate avvolgermi il pene mentre lo tieni fermo con le mani. La tua lingua guizza insieme ai movimenti della tua testa, ritmici e incessanti, che mi stuzzicano e mi spezzano il respiro attimo dopo attimo.
“Ti piace ne? Taka..”
Mugoli per tutta risposta e mi fai sorridere. Sento che ti sfiori contro la mia gamba cercando un sollievo che non voglio ancora concederti. Ti afferro per i capelli sulla nuca e ti sollevo il viso, respirandoti sulle labbra, facendoti rabbrividire, mentre sposto la gamba impedendoti di strusciarti ancora su di essa.
“sei un porcellino Taka..un porcellino lussurioso…”
Ti agitano le mie parole, tenti di divincolarti, ti toglierti la benda con una mano ma ti blocco appena in tempo togliendoti il respiro con un bacio.
“mi vuoi vero?”
Annuisci mugolando piano come un gattino. Mi riappoggio allo schienale mentre ti lascio andare.
“Sono qui..voglio vedere come ti scopi da solo..Avanti Taka. Prendilo e mettitelo in quel culetto stupendo che hai”

Le tue parole, i tuoi ordini, mi raggiungono il cervello come scariche elettriche. Sollevo il viso nonostante non possa vederti per via della benda ma nella mia mente so che espressione stai facendo. Ti compiaci di vedermi eccitato solo per quello che mi dici, solo per il sentirti vicino, solo per il fatto di avertelo preso in bocca.
Mi sollevo appoggiandomi alle tue cosce mentre salgo sul divano, le gambe ai lati dei tuoi fianchi. Ti prendo l’erezione in mano e me la punto all’apertura.
Spingo.
Affondi dentro di me, con una spada dura e bollente mi rendi tuo e boccheggio, senza fiato, sentendolo entrare, sentendomi aprire provocandomi quel dolore che rende tutto ancora più eccitante.
Un gemito mi svuota i polmoni quando mi sento completamente pieno di te. Mi appoggio alle tue spalle, le stringo forte con le dita, devo fermarmi un attimo a cercare di respirare. Mi sento scosso e stordito da fremiti di eccitazione. Vorrei sentire le tue mani su di me ma non lo fai, non mi tocchi se non con lo sguardo e il tuo respiro. Vicino.
I miei tentativi di calmarmi si sbriciolano come creta fra le tue mani che mi toccano inaspettate sul petto, sui capezzoli, stringendoli forte, strappandomi gemiti acuti.
Non riesco a muovermi, mi sento inchiodato, dilaniato da un piacere così intenso da stordirmi. Le tue mani si muovono senza che riesca a prevenderne i movimenti, come tizzoni le tue dita mi marchiano, mi uccidono attimo dopo attimo per poi farmi rinascere ad ogni nuovo gemito di piacere.
All'imporvviso le tue mani si staccano da me, senza preavviso.
"toccami..toccami ti prego.."
ti imploro. non ce la faccio più a stare così, fermo, l'eccitazione che mi sta facendo scoppiare.
"no..non ti tocco. Muoviti. Voglio sentire quanta voglia hai di urlare.”